
La Corte d’Assise di Parma, dopo circa 5 ore e mezzo di camera di consiglio, ha condannato all'ergastolo Mario Alessi per il sequestro e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri avvenuto nel marzo del 2006 a Casalbaroncolo (Parma). L’organo giudicante ha anche condannato a 30 anni di carcere la compagna di Alessi, Antonella Conserva. La pena comminata è del tutto in linea con la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero.
Alla lettura della sentenza la numerosa gente presente in aula ha applaudito; ed ha applaudito in segno di scherno anche all’indirizzo della Conserva quando la donna si è avviata a lasciare l’aula. E’ dovuto intervenire il presidente della Corte, Eleonora Fiengo, che ha minacciato di far sgomberare l’aula. Mario Alessi non era presente al momento della sentenza: se n’era andato a metà mattinata, dopo l'inizio della camera di consiglio.
Come pena aggiuntiva, la Corte d’Assise ha comminato anche l’isolamento diurno per l’uomo e 3 anni di libertà vigilata per la donna (naturalmente da scontare una volta espiata la pena principale). Mario Alessi è stato dichiarato decaduto dalla patria potestà, che è stata invece solo sospesa per la Conserva fino alla conclusione della pena. La Corte ha pure decretato un risarcimento pecuniario di 300’000 euro per i genitori del piccolo Tommy, e di 100’000 euro per gli zii.
Commozione in aula alla lettura della sentenza. Il PM Lucia Musti, che si è vista accogliere integralmente le sue richieste, visibilmente emozionata ha dichiarato: “Potevamo vincere solo così. Se avessero dato alla Conserva 29 anni invece di 30 l’avrei considerata una sconfitta”. Commozione anche per Tommaso e Paola Onofri, che dopo la lettura della sentenza hanno abbracciato i loro avvocati con le lacrime agli occhi.
La sentenza è stata diversamente commentata dagli avvocati delle parti. Laura Ferraboschi, difensore di Mario Alessi, ha detto: “Ora speriamo in un altro giudice. Sono convinta delle ragioni del mio cliente. Lui non è distrutto ma è determinato a lottare ancora per dimostrare la sua estraneità dall'omicidio”.
Critico nei confronti della sentenza anche il criminologo Carmelo Lavorino, del collegio difensivo di Antonella Conserva: “Sentenza deludente” ha affermato “Hanno voluto fare di Raimondi (l’altro uomo coinvolto nel sequestro, n.d.K.) un santo ma le cose stanno molto diversamente. Aspettiamo le motivazioni per capire cosa imputano alla Conserva. Purtroppo l’Italia e' questa. La giuria non ha avuto coraggio”.
Come spesso accade in casi simili, il ruolo degli avvocati difensori è davvero ingrato. Sono costretti dal Codice e dalla deontologia ad utilizzare tutte le loro capacità umane e professionali per aiutare dei biechi criminali. Il rovescio della medaglia, ed è bene sottolinearlo, è una impagabile visibilità mediatica che garantisce spesso ai legali in questione degli interessanti sbocchi lavorativi.
Tornando al sequestro e all’omicidio del piccolo Tommaso Onori mi viene da riflettere. Una domanda: i difensori di Alessi e Conserva sono pronti a dare battaglia in appello perché positivamente convinti della posizione dei loro assistiti, oppure per non fare decadere la visibilità di cui vi ho accennato in precedenza? A voi l’onere di trovare una risposta perché io non ne sono capace.
Per concludere, spero solo che una volta superati tutti i gradi di giudizio i responsabili di questo atto barbaro vengano raggiunti con durezza della giustizia terrena, in modo che Tommaso possa finalmente riposare in pace.
Con affetto, GuruKonK.
Per ricordare: “Tommaso nel cuore”
Nell’immagine: Mario Alessi e Antonella Conserva.
Alla lettura della sentenza la numerosa gente presente in aula ha applaudito; ed ha applaudito in segno di scherno anche all’indirizzo della Conserva quando la donna si è avviata a lasciare l’aula. E’ dovuto intervenire il presidente della Corte, Eleonora Fiengo, che ha minacciato di far sgomberare l’aula. Mario Alessi non era presente al momento della sentenza: se n’era andato a metà mattinata, dopo l'inizio della camera di consiglio.
Come pena aggiuntiva, la Corte d’Assise ha comminato anche l’isolamento diurno per l’uomo e 3 anni di libertà vigilata per la donna (naturalmente da scontare una volta espiata la pena principale). Mario Alessi è stato dichiarato decaduto dalla patria potestà, che è stata invece solo sospesa per la Conserva fino alla conclusione della pena. La Corte ha pure decretato un risarcimento pecuniario di 300’000 euro per i genitori del piccolo Tommy, e di 100’000 euro per gli zii.
Commozione in aula alla lettura della sentenza. Il PM Lucia Musti, che si è vista accogliere integralmente le sue richieste, visibilmente emozionata ha dichiarato: “Potevamo vincere solo così. Se avessero dato alla Conserva 29 anni invece di 30 l’avrei considerata una sconfitta”. Commozione anche per Tommaso e Paola Onofri, che dopo la lettura della sentenza hanno abbracciato i loro avvocati con le lacrime agli occhi.
La sentenza è stata diversamente commentata dagli avvocati delle parti. Laura Ferraboschi, difensore di Mario Alessi, ha detto: “Ora speriamo in un altro giudice. Sono convinta delle ragioni del mio cliente. Lui non è distrutto ma è determinato a lottare ancora per dimostrare la sua estraneità dall'omicidio”.
Critico nei confronti della sentenza anche il criminologo Carmelo Lavorino, del collegio difensivo di Antonella Conserva: “Sentenza deludente” ha affermato “Hanno voluto fare di Raimondi (l’altro uomo coinvolto nel sequestro, n.d.K.) un santo ma le cose stanno molto diversamente. Aspettiamo le motivazioni per capire cosa imputano alla Conserva. Purtroppo l’Italia e' questa. La giuria non ha avuto coraggio”.
Come spesso accade in casi simili, il ruolo degli avvocati difensori è davvero ingrato. Sono costretti dal Codice e dalla deontologia ad utilizzare tutte le loro capacità umane e professionali per aiutare dei biechi criminali. Il rovescio della medaglia, ed è bene sottolinearlo, è una impagabile visibilità mediatica che garantisce spesso ai legali in questione degli interessanti sbocchi lavorativi.
Tornando al sequestro e all’omicidio del piccolo Tommaso Onori mi viene da riflettere. Una domanda: i difensori di Alessi e Conserva sono pronti a dare battaglia in appello perché positivamente convinti della posizione dei loro assistiti, oppure per non fare decadere la visibilità di cui vi ho accennato in precedenza? A voi l’onere di trovare una risposta perché io non ne sono capace.
Per concludere, spero solo che una volta superati tutti i gradi di giudizio i responsabili di questo atto barbaro vengano raggiunti con durezza della giustizia terrena, in modo che Tommaso possa finalmente riposare in pace.
Con affetto, GuruKonK.
Per ricordare: “Tommaso nel cuore”
Nell’immagine: Mario Alessi e Antonella Conserva.








