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giovedì 6 marzo 2008

Il Mystico Giudizio no. 8


C’è qualcuno tra di voi che non ha mai sentito parlare di John Holmes? Credo proprio di no. “Mister 30 centimetri”, come veniva chiamato, si è fatto ricordare non solo grazie alle migliaia di pellicole “hard” che l’hanno visto protagonista. La vita di questo ragazzone (nato nelle campagne dell’Ohio) è stata purtroppo devastata dall’alcol e dalla tossicodipendenza. Quando Holmes si accorse di non essere più in grado di finanziare i propri vizi, fu catapultato nel mondo del crimine e fu costretto a fare davvero di tutto per rimanere a galla. Proprio di questo periodo e di questi aspetti della vita di “Mister 30 centimentri” ci parla oggi il nostro grande MysteXX, recensendo il film “Wonderland”. Godetevi quindi questa nuova puntata de “Il Mystico Giudizio”!

Wonderland
by MysteXX

Mister 30 centimetri”: per questo è noto l’attore porno John Holmes. Ma non tutti sanno che dietro alla vasta produzione cinematografica (con circa 2'200 film hard all’attivo) di questo superdotato attore, si cela una sconvolgente serie di avvenimenti: dalla tossicodipendenza alla criminalità, fino agli omicidi di Wonderland. Insomma, mi rendo conto che può sembrare una battuta ma è così: parlare di John Holmes come dell’uomo da 30 centimetri è… riduttivo.

Il paese delle meraviglie a cui fa riferimento il titolo di questo film diretto nel 2003 da James Cox è una via di Los Angeles, la Wonderland Avenue. Lì, in un appartamento, orge e festini a base di stupefacenti erano all’ordine del giorno. John Holmes era un assiduo frequentatore di quella casa, abitata da una banda di malviventi. Nel 1981 furono rinvenuti i cadaveri di 4 persone. Erano state massacrate di botte. Fu provato il coinvolgimento dell’attore porno nella vicenda ma molti punti interrogativi rimasero aperti. John Holmes, ormai giunto al crepuscolo artistico, fu arrestato e poi prosciolto dall’accusa di omicidio. La sua omertà non permise di sciogliere i numerosi dubbi che ancora oggi circondano gli avvenimenti di Wonderland. Il film si basa dunque su fatti reali, costellati però da poche prove e molte ipotesi.

Insomma, ci sono tutti gli elementi del thriller mozzafiato: sesso, droga, soldi, bugie, sangue, lotte tra bande criminali e un giallo irrisolto che vede coinvolta la più celebre stella del porno di tutti i tempi. Elementi che il regista James Cox raccoglie al meglio all’interno di una pellicola molto ben confezionata nella trama e dall’interessante profilo estetico. Eccellente l’interpretazione del personaggio di John Holmes, affidata a Val Kilmer, che trasporta in modo impeccabile su pellicola la figura di un uomo profondamente turbato, perso, ingabbiato da una violenta dipendenza dalla cocaina; sostanza per la quale Holmes è pronto a fare di tutto.

Il Mystico Giudizio: un ottimo film che svela gli inquietanti retroscena della vita condotta da John Holmes quando era lontano dai set cinematografici. Un’altra grande prova recitativa di Val Kilmer.

MysteXX


Spero che abbiate apprezzato questa nuova edizione de “Il Mystico Giudizio”. Prima di passare ai saluti, ho una divertente segnalazione da farvi.

Diversi anni fa, la band “Elio e le storie tese” fece parlare l’Italia intera grazie ad una canzone dal titolo “John Holmes”. Credo addirittura che in molti abbiano scoperto la figura del “Re del porno” proprio grazie a questo intramontabile motivo.

Per tutti loro su YouTube è stata inserita una splendida versione dal vivo di “John Homes! Sul palco, insieme agli “Elio e le storie tese” noterete un ospite a sorpresa, un’altra icona porno: il grande Rocco Siffredi!

Vi saluto e vi do appuntamento a domani per un nuovo post!

Un abbraccio, GuruKonK.



Nell'immagine: Val Kilmer nella parte di John Holmes

venerdì 29 febbraio 2008

Il Mystico Giudizio no. 7


Un caro saluto a tutti gli amici del Blog. Sono felice di annunciarvi che dopo qualche settimana d’attesa ritorna la nostra amata rubrica di critica cinematografica “Il Mystico Giudizio”. Il nostro MysteXX ci parlerà quest'oggi di “Hot Rod”, una divertente pellicola americana in bilico tra azione e commedia. Prima di lasciarvi nelle esperte mani del nostro critico di fiducia, mi permetto di rivelarvi una piccola curiosità: il titolo di questo film nasconde un simpatico gioco di parole. Infatti, “Hot Rod” non si riferisce unicamente al caldo temperamento del protagonista (Rod Kimble), questo termine negli USA indica la tecnica con cui degli esperti meccanici riuscivano a modificare delle vecchie automobili per trasformarle in potenti bolidi.

Detto questo, non mi rimane altro da fare se non presentarvi la settima edizione de “Il Mystico Giudizio”!


Hot Rod
by MysteXX

Finalmente un film demenziale a cui affezionarsi! Non solo risate, in questa pellicola di Akiva Schaffer, ma anche azione e sentimenti!

L’effetto sul pubblico (o almeno su di me…) è un po’ quello che suscitano le macchiette interpretate da attori come Sacha Baron Cohen o Jack Black: inizialmente si fanno prendere in giro con la loro irrompente demenzialità, ma poi nel corso del film, pur continuando a fare ridere, riescono a conquistare la nostra simpatia e a volte persino il nostro affetto.

E’ successo con il protagonista di “Hot Rod”, Rod Kimble, un ragazzotto di provincia che sogna di essere uno stuntman. O meglio: crede di essere uno stuntman ma è troppo naif per rendersi conto che farebbe bene a cambiare occupazione: ogni volta che si esibisce in qualche acrobazia riesce solo a farsi male e collezionare delle gran figuracce. Prova a fare dei salti in motorino (non in moto, cosa pensate?) e si schianta regolarmente dopo il primo metro di volo, contro il primo ostacolo! Si lancia a tutta birra lungo una ripida discesa ma appena inizia a prendere velocità si spaventa e vorrebbe non essere mai partito! Piagnucola, si offende quando lo invitano a riflettere, non riesce a gestire le emozioni… ma mai a poi mai che gli venga in mente di rinunciare a questo mondo di acrobazie che palesemente non gli appartiene!

Eppure quelle di Rod non sono brutte figure agli occhi dei suoi fedeli amici: un gruppo di strampalati outsider che credono ciecamente nelle sue qualità e che interpretano ogni suo fallimento come un colpo di sfortuna e non come la conseguenza logica dell’incapacità di Rod. Credono, semplicemente che, per il loro amico, non sia ancora arrivato il momento giusto per sfondare! E avanti allora!

A un certo punto della storia Rod e la sua banda, sulle note alquanto grottesche dell’heavy metal patinato e sdolcinato degli Europe, decidono di imbastire un grande show acrobatico. L’entusiasmo è alle stelle. La missione è proibitiva, praticamente un suicidio. Ma la causa è buona: raccogliere i fondi necessari per un’operazione al cuore che salverebbe la vita del patrigno di Rod.

Il personaggio di Rod Kimble è interpretato da Andy Samberg, una stella sottratta da Hollywood al firmamento televisivo del “Saturday Night Live”, come già era successo per Billy Crystal, Robert Downey Jr., Ben Stiller, Eddie Murphy, i Blues Brothers (John Belushi e Dan Aykroyd) e molti altri grandi comici… Sicuramente rivedremo Andy Samberg al cinema, visto il successo riscontrato da questa brillante commedia. Personalmente mi auguro di rivederlo ancora nei panni di Rod Kimble: un personaggio ben sviluppato, divertente e a suo modo amabile, che merita di continuare a vivere sul grande schermo!

Il Mystico Giudizio: lasciatevi incuriosire dal grande show acrobatico che Rod mette in piedi per salvare il suo patrigno, divertitevi e provate a indovinare: ce la farà o non ce la farà a compiere il lungo salto con la sua due-ruote?

MysteXX


Spero che abbiate apprezzato anche questa edizione de “Il Mystico Giudizio”. Come sempre vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Con affetto, GuruKonK.



Nell’immagine una locandina di “Hot Rod”.

sabato 9 febbraio 2008

Il Mystico Giudizio no. 6


Troppo semplice dare contro a un film così; forse è più difficile ammettere che “Cloverfield” è assolutamente godibile. Dico questo perché, dopo averlo guardato in compagnia del nostro GuruKonK, lui ha trovato su internet parecchie recensioni negative. A noi è piaciuto molto, ma diamine, che problema c’è? Non sarebbe certo un mondo migliore se la pensassimo tutti allo stesso modo… Il punto è che nella maggior parte dei casi, chi ha recensito negativamente questo film, lo ha fatto usando i parametri del capolavoro cinematografico quale metro di giudizio, quando nemmeno i realizzatori della pellicola miravano al kolossal!

Ma insomma ragazzi… “Cloverfield” è un “Monster Movie”, nulla di più, nulla di meno. Come dice GuruKonK: “Un film così va goduto e non analizzato nei dettagli per trovare dei difetti con i quali poter fare gli eruditi demolendo la pellicola!”. A questo punto mi piace ricordare il commento che fece un regista italiano underground (scusate, non ricordo il suo nome) sul lavoro di quei critici che hanno la “puzza cinematografica” sotto il naso: “In Italia sono in molti ad occuparsi di cinema. Ma alla fine la realtà si divide in due categorie: chi il cinema lo fa e chi non lo fa”.

GuruKonK ed io siamo stati spettatori liberi da ogni pregiudizio e da qualsiasi, peraltro ingiustificata, presunzione. Forse per questo abbiamo apprezzato “Cloverfield”. Ci è piaciuto al punto da suggerirvi, se amate il genere, di gustarlo anche voi, possibilmente al cinema per farvi travolgere appieno dagli effetti speciali, non da ultimo quelli sonori.

La storia si sviluppa a New York nell’arco di una notte: la testa decapitata della Statua della Libertà piomba come una cannonata sui palazzi del centro, poi rotola per le strade distruggendo ogni cosa che incontra. E’ solo l’inizio di un misterioso quanto devastante attacco. Manhattan cade a pezzi. Inizia l’esodo dei suoi abitanti verso Brooklyn. Interviene l’esercito. La devastazione prosegue. Le cause di questa rovina vengono chiarite nel corso del film, ma solo superficialmente, il minimo indispensabile.

Tutto viene mostrato dalla soggettiva di un videoamatore, attraverso la sua piccola telecamera. La qualità delle immagini infatti non è alta nella fase introduttiva del film, ma quando inizia l’attacco, l’effetto amatoriale viene sostituito dal regista con immagini ad alta definizione, pur continuando a mostrare le scene dalla soggettiva del videoamatore.

Ne esce dunque, tanto per capirci, una sorta di mix tra “Independence Day” e “The Blair Witch Project”. L’idea è originale. La tensione è altissima per tutto il film. Gli effetti speciali sono grandiosi. La trama è quello che è, in fondo stiamo parlando di un “Monster Movie”, o no? Comunque posso dire che la storia e l’intreccio sono ben più accattivanti rispetto ad altri (e ben più costosi e celebrati) film di questo genere. Un altro punto a favore è il finale brusco, che ti lascia dentro uno strano mix di sensazioni che ti accompagnano all’uscita della sala tenendoti stretto stretto. Quindi non aspettatevi un finale stucchevole stile “The day after tomorrow”, tanto per intenderci...

Il Mystico Giudizio: un thriller di fantascienza mozzafiato, malato e inquietante. Mostruoso ed estremamente emozionante!



Un saluto, MysteXX.



Nell'immagine: la Statua della Libertà decapitata, un particolare della locandina.

giovedì 7 febbraio 2008

Buon compleanno Marco!

Questo piccolo post è dedicato al compleanno del mio vecchio e meraviglioso amico Marco.

Non ho molto da dire, in fondo quando tra due persone c’è un vincolo di vera amicizia le parole servono davvero a poco.

Io e Marco, oramai tanti anni fa, ci incontrammo per caso e facemmo conoscenza per caso, ma di una cosa sono certo: rimarremo amici per sempre.

I veri amici sono pochi. Credo che ognuno di voi, se ci riflette a fondo, si renderà conto che tra le centinaia di persone che incontriamo e frequentiamo nel corso della nostra vita, la maggior parte si perde e scompare con il passare del tempo. Invece i pochi veri amici che abbiamo non se ne vanno mai. Rimangono con noi, indipendentemente da tutto ciò che può accadere.

Io e Marco siamo il tipo di persone che non pretendono, l’uno dall’altro, particolari “prove” d’amicizia. Il nostro rapporto è solido, sincero e sempre scontato.

Insomma, che altro dire? Sappiamo tutti che un vero amico ti capisce anche se è ben diverso da te. Ad un vero amico non è mai necessario mentire, tanto capirà sempre anche quello che non gli vuoi dire. Il mio rapporto con Marco è anche un po’ così.

Non mi rimane che concludere con: tanti auguri di buon compleanno, vecchio mio!

GuruKonK


lunedì 28 gennaio 2008

Il Mystico Giudizio no. 5


Un vero godimento per noi sfegatati amanti dei Simpson! Ben un’ora e mezza in compagnia della buffa comunità di Springfield… che pacchia! “The Simpsons Movie” ci è piaciuto senza riserve, dai contenuti alla realizzazione tecnica. Quando il film è uscito al cinema per GuruKonk e il sottoscritto si è posto un dilemma: che fare? Corriamo a vederlo sul grande schermo oppure attendiamo il dvd per gustarcelo intimamente, gelosamente, tra le pareti di casa? Ci abbiamo pensato a lungo, poi abbiamo deciso di aspettare.

Infatti al cinema avremmo corso un rischio per noi inaccettabile, che spiego: partendo dal presupposto che il film sarebbe stato all’altezza delle aspettative, c’era da aspettarsi un susseguirsi di gag esilaranti, una dietro l’altra, senza tregua. Ebbene, decine di persone che ridono simultaneamente all’interno della sala cinematografica per una battuta finiscono col coprire la battuta successiva. Tragedia! L’ipotesi di perderci anche solo un secondo del film non era nemmeno da prendere in considerazione.

Trovate che siamo un po’ eccessivi? Può darsi. Comunque abbiamo deciso di aspettare l’uscita del dvd e quando finalmente l’abbiamo guardato, l’altra sera, ci siamo presi la libertà di interromperlo a piacimento per concederci il tempo di ridere o commentare le situazioni e di “tirarlo indietro” di qualche secondo per rivedere le scene migliori ogni volta che ci andava. Insomma, ce lo siamo gustato alla grande. I momenti clou sono così tanti che la nostra personalissima proiezione ha superato le due ore, nonostante la durata del film sia di 87 minuti…

Come tutti coloro che in questi anni si sono guardati e riguardati ogni singola puntata trasmessa in tv, siamo stati abituati da Matt Groening e collaboratori a farci raccontare storie da 20 minuti ed eravamo curiosi di sapere come i realizzatori del mitico cartone animato avrebbero impostato la trama su un tempo quattro o cinque volte più dilatato. L’hanno fatto alla grande, a nostro avviso. La trasformazione dei Simpson da mini-puntata in lungometraggio è avvenuta in modo naturale, senza forzare la natura del cartone animato, rispettando le regole artistiche che hanno sempre contraddistinto le puntate trasmesse in tv: le citazioni cinematografiche, la partecipazione di ospiti famosi che si prestano al gioco (nel film è Tom Hanks a dare la voce che interpreta la sua stessa caricatura), i tormentoni, gli “spunti di riflessione”, la critica sociale, l’irriverenza, il continuo alternarsi di situazioni sceme, genialità e momenti commoventi.

Inoltre c’è da dire che i contenuti extra del dvd propongono, tra le altre cose, alcune scene eliminate (che abbiamo pure simpaticamente apprezzato) e i numerosi “trailer” del film che ne anticipato l’uscita e che hanno reso l’attesa della visione quasi insopportabile per i veri fans.

Beh, che aggiungere… siamo ancora un po’ sballati dall’esperienza inebriante… Un suggerimento: non abbiate troppa fretta di fermare il dvd una volta iniziati i titoli di coda. Mi fermo qui. Solo un ultimo commento al film: “eccellente”, per dirla con Mr. Burns.

Un caro saluto dal vostro MysteXX.


Nota finale
Oggi non ho voluto scrivere nessuna introduzione al post di MysteXX, in fondo è perfettamente in grado di camminare con le proprie gambe, non trovate? Mi permetto di intervenire in chiusura solo per una segnalazione. Il sito ufficiale (in italiano!) del film dei Simpson dovete proprio visitarlo! Potete fare un fantastico tour virtuale della città Springfield, potete entrare (per esempio) nella taverna di Boe e interagire con i tipici avventori. Potete creare un vostro personale avatar ed usarlo per scoprire i segreti della città e dei suoi abitanti. Oppure potete saggiare la vostra abilità con uno dei divertentissimi mini-giochi nascosti un po’ ovunque. Insomma, basta perdere tempo sul mio blog (però tornateci, per favore…) e correte subito a Springfield!

Ci vediamo davanti al negozio di Apu, GuruKonk.


PS: nel gioco della “Sfera Della Morte” sono un fenomeno!

martedì 22 gennaio 2008

Il Mystico Giudizio no. 4


Oggi torna la rubrica di cinematografia “Il Mystico Giudizio”, a cura del mio grande amico MysteXX. In questa edizione si parlerà di una delle più grandi burle di tutti i tempi. Forse qualcuno di voi ricorderà il filmato in cui alcuni individui in camice bianco eseguivano un’autopsia sul cadavere di un alieno. Questo documento è velocemente circolato, grazie alle potenzialità del web, in tutto il mondo, attirando l’attenzione dei mass media e degli spettatori. Non voglio anticipare eccessivamente il lavoro di MysteXX, quindi vi lascio nelle sue mani esperte.


Alien Autopsy: la presunta verità di un colossale inganno

Hanno racimolato una barca di soldi vendendo alle televisioni di tutto il mondo le immagini di quella famosa autopsia. Hanno aumentato la loro fortuna concedendo interviste esclusive ai migliori offerenti e poi, passati 10 anni, hanno rimpinguato ulteriormente il “bottino” vuotando il sacco, raccontando la verità (o forse solo un’altra storiella?) all’industria inglese del cinema, che ne ha tratto il film di cui vi parliamo oggi: “Alien Autopsy”, firmato dal regista Jonny Campbell.

Alien Autopsy” racconta i retroscena di quella famosa bufala che, nel 1995, lasciò sbigottito mezzo mondo: il ritrovamento e la diffusione delle immagini di un’autopsia effettuata a Roswell nel 1947 sul cadavere di un alieno. Si trattò di un falso, fu appurato più avanti. Un semplice video amatoriale girato in casa con l’ausilio di un manichino e scarti di macelleria. Ma i responsabili di quella colossale fandonia, ovvero due amici inglesi che rispondono ai nomi di Ray Santilli e Gary Shoefield, 10 anni più tardi hanno sentito la necessità di chiarire alcuni aspetti della vicenda (10 anni, guarda un po’, il termine magico che si traduce in “prescrizione dei reati”).

Forse ora c’è chi storce il naso all’idea di mettersi davanti alla TV ed ascoltare le storie dei due furbacchioni che, già una volta, si sono presi gioco del mondo, traendone pure una fortuna in termini economici. D'altronde, che la credibilità nei confronti di chi ha inscenato una balla gigantesca come quella dell’autopsia aliena venga meno, è il minimo... Ma loro chiedono un’altra possibilità e dicono di avere una buona ragione. In poche parole sostengono di non aver prodotto un falso al 100%, bensì il “remake” di un’autopsia realmente avvenuta.

In estrema sintesi: Ray Santilli avrebbe trovato, visionato e acquistato il filmato originale dell’autopsia negli Stati Uniti da un vecchio milite in pensione. Avrebbe portato in Inghilterra la bobina grazie ai finanziamenti di un ricco trafficante di droga col pallino dei fenomeni ufologici. Ma il vecchio filmato, una volta tolto dall’involucro, in poche ore si sarebbe deteriorato in modo irreparabile a causa del lungo tempo trascorso. Santilli, terrorizzato dalle minacce dal finanziatore, avrebbe trascinato Gary ed altri amici e parenti nella realizzazione del remake che poi fece il giro del mondo. Insomma, dicono i due amici: “Vi abbiamo fregato, è vero, ma l’autopsia avvenne realmente”.

Il trionfo della verità o un’ennesima bufala profumatamente pagata ai due scaltri inglesi? In definitiva chi se ne importa, ci siamo detti Gurukonk ed io al termine della visione del film, avendo goduto di una commedia decisamente gradevole e raccontata con un buon ritmo. Si avvale di un cast vincente (che non fa affidamento sui grandi divi del cinema) e di un’interessante e valida colonna sonora. Il “Mystico Giudizio” decreta in conclusione che “Alien Autopsy” è un lungometraggio davvero piacevole sulla più grande panzana mai inscenata sugli alieni.

Un caro saluto, MysteXX.



Nell’immagine: un fotogramma della finta autopsia.

lunedì 31 dicembre 2007

Buon anno a tutti voi!

Oggi avevo scritto un bel Post, breve ma sentito. Però mi sono accorto che l’argomento trattato (la prigione americana a Guantanamo Bay) non è per niente adatto al 31 dicembre. In questo giorno bisognerebbe solo pensare a festeggiare e a fare buoni propositi per l’anno che verrà.

Sì, lo so… alcuni di voi potrebbero trovare pacchiano, scontato e, addirittura, di cattivo gusto festeggiare lo scorrere del tempo; e vi devo confessare che una volta pure io la pensavo così. Ora il mio modo di vedere questa ricorrenza è drasticamente cambiato, proprio perché mi sono reso conto di come il tempo scorra sempre più velocemente.

Il 31 dicembre va festeggiato per essere grati al destino di aver potuto passare un altro anno con i nostri cari e, soprattutto, per augurarsi che anche nei prossimi dodici mesi avremo questa fortuna.

Questo giorno per me non è solo l’ultimo dell’anno, infatti oggi è il compleanno di un mio amico fraterno, che avete avuto modo di conoscere anche voi su questo blog: MysteXX.

Purtroppo questa volta non avrò l’occasione di fargli gli auguri di persona, quindi ho pensato ad una dedica un po’ particolare. Qualche anno fa ho letto una bella e singolare autobiografia di Paolo Villaggio, intitolata “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda”. In questo libro ho trovato una lettera d’augurio, indirizzata proprio a Villaggio, da parte di un suo grande amico: Vittorio Gassman.

Parafrasando (e modificando) un po’ quelle parole, ho scritto per MysteXX una dedica di buon compleanno che spero verrà apprezzata anche da chi non lo conosce.

La nostra è un’amicizia di frontiera:
qualche volta ci incontriamo al confine,
entrambi ricchi di solitudine vera
che l’uno all’altro rende caro e affine.

Tu ti presenti al dazio in carovana
con trentadue bauli colorati;
io ho una borsa piena di fogli appuntati:
e nessuno dei due paga dogana.

Un giorno, fratello, rifaremo un viaggio
con un bagaglio alfine unificato:
io userò il tuo rigore un po’ malato,
tu la fragilità del mio coraggio.


Naturalmente faccio a tutti coloro che leggeranno queste parole un sincero augurio di BUON ANNO! Spero che il 2008 vi porti salute, amore e felicità, e che tutti i vostri sogni più belli possano diventare realtà!

Un abbraccio, GuruKonk.

giovedì 20 dicembre 2007

Il Mystico Giudizio no. 3


Finalmente è arrivato il momento di pubblicare la terza edizione di “Il Mystico Giudizio”, la rubrica a cura di MysteXX. Oggi si parlerà di una pellicola che ci ha seriamente scossi e turbati, dal titolo “The Devil’s Rejects” (i rifiuti del diavolo). Il regista di questo film duro e intenso è Rob Zombie, famoso musicista americano, già leader del gruppo “industrial metal” dei “White Zombie”. Dopo questa breve e inutile premessa vi lascio alle parole di MysteXX.


I rifiuti del Diavolo con i nomi dei personaggi dei Marx Bros.

Interessante: nella recensione precedentemente pubblicata si parlava proprio dei fratelli Marx. Ora vi presentiamo un film horror in cui i protagonisti, una famiglia di sanguinari, rendono omaggio alla comicità di Groucho affibbiandosi nomi tratti dai suoi film (Captain Spaulding, Rufus Firefly,…). Una curiosa coincidenza, che ci ha sorpreso e fatto sorridere. Per il resto, guardando il film, di sorrisi ce ne sono stati ben pochi...

The devil’s rejects” è una pellicola tosta. Possiamo ben dire che si tratta di un B-movie di serie A, pregevole nella trama prima ancora che negli effetti speciali. In mezzo a tante scene assai crude, cucite da una storia ben costruita, si prova la sensazione di non essere presi in giro; una sensazione rara quando si guarda un film dell’orrore. Infatti con GuruKonk, quando si decide di noleggiarne uno, ci si attende una serata rilassante e ricca di risate (ricordate i morti viventi di “House of the dead II”?). Ebbene, “The devil’s rejects” non concede questo lusso. Questo film stringe lo stomaco dall’inizio alla fine e, dopo i titoli di coda, il sadismo e l’empietà dei protagonisti ti “restano dentro” ancora per un po’. Insomma questa è una pellicola dura, difficile da digerire. Comunque, ne vale pena.

The devil’s rejects” è scritto e diretto da un musicista, ma non aspettatevi un film di Ligabue. L’autore è Rob Zombie, voce del gruppo metal White Zombie. Il suo debutto cinematografico, nel 2003, superò ampiamente le aspettative: “La casa dei 1000 corpi” riscosse un notevole successo di critiche tra i cultori del genere. Due anni più tardi Zombie firmò il sequel, il film di cui parliamo in quest’articolo: “The devil’s rejects”, che è stato tradotto in “La casa del diavolo”. I protagonisti sono gli stessi del primo film: una famigliola tutta sesso, violenza e satanismo. In fuga dalle forze dell’ordine, danno vita ad una sorta di road-movie in cui, attraverso la contea, umiliano, violentano e ammazzano ogni forma di vita che gli si presenta davanti, nella migliore tradizione “mansoniana” e proprio come la Family di Charles Manson, lo fanno nel nome del Signore… del Male.

Tanto sadismo, tanta rabbia e follia all’interno di un cerchio che raramente concede respiro agli spettatori. Tuttavia, Rob Zombie non dimentica di condire il film, qua e là, con scene ironiche e situazioni grottesche, attenuando così una tensione che, altrimenti, rischierebbe davvero di diventare opprimente. Interessanti da cogliere, inoltre, alcune citazioni di grandi classici del cinema. Alla fine il cocktail risulta davvero vincente. Come vincente è la colonna sonora: perlopiù classici del “folk rock” dei tempi dell’Easy Riding. Di musica metal, contrariamente a quanto ci si poteva attendere, ce n’è ben poca. La scelta di un country meno aggressivo si inserisce perfettamente nel contesto globale di un film per nulla scontato, che riesce a sorprendere e che denota da parte del regista un’indiscutibile intelligenza cinematografica.

Nuovi progetti di Rob Zombie: un fake trailer nel nuovo film firmato dalla coppia Tarantino - Rodriguez (“Grindhouse”) e un lungometraggio intitolato “Halloween”, che si preannuncia come una brillante sintesi del meglio dei film finora usciti sotto il segno della saga di Halloween… Chi vivrà… vedrà.

Con affetto.

MysteXX


Nell’immagine tratta dal film: Bill Moseley e Sheri Moon.

sabato 15 dicembre 2007

Viva gli sposi!


Oggi devo utilizzare il blog per uno scopo “privato”. Questa mattina il mio caro amico Marzio è convolato a giuste nozze con la bella Esther. Non che in questa giornata manchino le notizie, infatti potrei parlare di uno dei molti fatti di cronaca nera che ammorbano le prime pagine dei quotidiani, oppure dell’inizio del processo a Moggi & co. per i fatti di “Calciopoli”, oppure ancora dell’ennesimo procedimento penale che vede imputato il Cavalier Berlusconi.

Invece no, per me il fatto del giorno è proprio rappresentato dal matrimonio di Marzio e Esther. Conosco poco la sposa, di lei so solo che è una donna dolce e bellissima. Conosco molto di più il neomarito. Vi devo dire che Marzio è davvero una gran bella persona: è intelligente ma mai superbo, è gentile senza mai cedere all’adulazione, è simpatico ma senza superare i limiti del buongusto.

Avere un amico così è un grande privilegio per me. Sinceramente non riesco a trovare le parole adatte per augurare ogni bene a questa splendida coppia. Per tale ragione, preferisco affidare questo compito ad una poesia.

Caro Marzio, cara Esther, spero che vi giungano queste parole per augurarvi una lunga vita di felicità da trascorrere insieme.


Oggi sposi
di Domenico De Marenghi

Solenne la sposa
di bianco vestita,
sale le scale
ad abbracciar la vita.

E' il giorno più bello
e con grazia e splendore
corona, d'incanto,
il suo sogno d'amore.

Sul far della sera
c'è un grande fervore
e un raggio di luna
ne accende l'ardore:

Uno sguardo, un sorriso,
una bella canzone
e i più teneri baci
d'intensa passione.

Quel filo d'argento
dal bianco chiarore
tesseva, sornione,
la sua trama d'amore.



Possa la realtà essere più bella dei sogni che oggi vi hanno uniti in matrimonio: è questo il mio augurio affettuoso in questa giornata di festa.

sabato 8 dicembre 2007

Il Mystico Giudizio no. 2



Finalmente è arrivato il momento di pubblicare la seconda edizione de “Il Mystico Giudizio”, rubrica a cura di MysteXX. La scorsa settimana vi avevo anticipato che, questa pubblicazione periodica, non si sarebbe occupata unicamente dei cosiddetti “B-Movie”, ma che avrebbe dato spazio a pellicole di qualità. Oggi, invece, MysteXX è voluto addirittura andare oltre, presentandovi dei personaggi che, con il loro genio comico, hanno contribuito in modo evidente e spettacolare alla creazione del mito di Hollywood! Quindi bando alle chiacchiere, vi lascio con i meravigliosi, gli esilaranti e i commoventi “Marx Brothers”! GuruKonk

"Cinici e maleducati! Dannatamente irriverenti! Furbi, sciocchi e strafottenti! Bastardi! Casinisti da premio Nobel! Incredibilmente moderni nelle loro pellicole in bianco e nero. L’impressione, guardando un loro vecchio film, è un po’ come quando si ascolta la musica innovativa dei primi Pink Floyd, Weather Report o di altri musicisti precursori; ci si stupisce: “Incredibile quanto erano avanti questi qua!”. Già, è incredibile quanto ancora oggi risulti attuale la comicità nei film degli anni ’30 dei fratelli Marx. Nell’epoca delle torte in faccia e delle risate all’acqua di rose, i fratelli Marx si permettevano già di sfottere e strafottere chiunque senza guardare in faccia a nessuno, di creare situazioni allucinanti, di dare vita a fini giochi di parole, di esaltare gli assurdi, demolendo i canoni del politicamente corretto con situazioni grottesche a base di guizzi sessuali, istinti criminali e una costante, irresistibile pulsione per l’offesa e la presa in giro. Demenziali come oggi gli Zucker, impertinenti come oggi Sacha Baron Cohen, sagaci e sarcastici come (negli anni ’70) Woody Allen. Ma con decenni di anticipo su questi mostri della risata! I migliori comici contemporanei si sono ispirati a loro per un’infinità di battute e gag, che oggi rivediamo in molti film moderni magari senza sapere che all’origine di quelle trovate ci sono loro: i Marx Brothers. La gestualità, i movimenti e gli sguardi, in particolare di Groucho, hanno fatto scuola.

Groucho è il mattatore: ha una parlantina degna del più abile principe del foro. Si comporta da adorabile cafone, si loda e si imbroda. Della fine demenzialità dei fratelli Marx, Groucho è il maestro. Si presenta col suo sigaro e lo sguardo sopra le nuvole e non si vergogna di niente. Nutre poco rispetto del prossimo (mors tua vita mea!) e lo fa in modo sbragato, e non si trattiene certo! Non è diplomatico. E’ spietato con le ricche signore che in ogni film cerca di spremere per arricchirsi o per uscire dal vortice di debiti e truffe in cui si è puntualmente cacciato. Groucho comunque non si scomoda a ricorrere alla tattica del “sedotta e abbandonata”; non finge più di tanto di essere innamorato della sua vittima e se durante un tête à tête gli riesce qualche lusinga, subito dopo recupera con una sequenza di cattiverie belle toste. Non sono poche le allusioni sessuali che sbatte in faccia a donne sobrie, timorate di Dio, borghesi fino al midollo, pronte a scandalizzarsi per meno, molto meno di quanto Groucho le costringe a sopportare. Groucho riesce ad avere i favori di una ricca aristocratica mentre la paragona a della carne di cavallo avariata che mai e poi mai si porterebbe a letto ma che sposerebbe volentieri per accedere al suo patrimonio. Lo pensa, glielo dice e comunque alla fine si fa volere bene.

Harpo è quello che non parla mai: la sua comicità è fisica e segue ampiamente la tradizione dei clown circensi. Chico gioca con le parole ed è la spalla degli altri due matti: un assist-man di lusso per le trovate di Groucho e Harpo. Harpo si chiama così perché suona l’arpa. Infatti nei loro film non mancano mai momenti musicali che, se oggigiorno sembrano tutto sommato evitabili perché passati di moda, negli anni ’30 costituivano un importante tassello nel complesso del film. Dopo una ventina di minuti di follia pura si addolciva la trama per un attimo concedendo spazio alle emozioni di un momento musicale. In quei siparietti emerge il talento che i Marx possedevano anche a livello musicale. All’epoca un artista doveva esserlo a 360 gradi (pensate a Charlie Chaplin) e non bastava avere un bel visino per fare cinema (pensate qui invece, sigh, all’orda di attori-fotomodelli tanto carini e poco più…). Era necessario sapersi muovere, saper cantare o ballare o suonare. Harpo incantava col suo strumento. Chico era un abile pianista. Groucho… beh, cantava, sì, ma tendenzialmente sempre facendo il matto… Meno influenti (la loro presenza è discontinua, se non marginale) gli altri due fratelli: Zeppo e Gummo.

Insomma, siamo di fronte ad una delle realtà comiche più brillanti di Hollywood. Una realtà che non dovrebbe essere ignorata dagli amanti di film quali “Pallottola spuntata”, “Scary Movie”, “Ali G in da house” o anche (perché no?) “Paura e delirio a Las Vegas”, che non è un film comico ma è grottesco e allucinato in un modo che ricorda le prodezze dei Marx; o ancora i primi Woody Allen, film quest’ultimi di cui vi parleremo prossimamente. I fratelli Marx: un mix di fine demenzialità e sarcastica intelligenza. Il vostro Mystexx pochi giorni fa si è goduto con GuruKonkTre pazzi a zonzo” ma se non avete mai visto un film dei fratelli Marx, vi suggerisco di partire da questi: “Una notte all’opera”, “Animal Crackers”, “La guerra lampo dei fratelli Marx”."

MysteXX


Link utili a chi volesse saperne di più sui geniali Marx Brothers:

- Pagina di wikipedia sui Marx Bros.
- Battute e aforismi su "La parola giusta"
- Biografia di Groucho, di Chico, di Harpo e di Zeppo

Nell'immagine: Groucho Marx

sabato 1 dicembre 2007

Il Mystico Giudizio no. 1

Come vi avevo anticipato, oggi ha inizio una nuova rubrica a cura di un mio carissimo amico, che imparerete a conoscere con il nome di MysteXX. Questa iniziativa si propone di recensire i molti film che noi due guardiamo nelle numerose serate che passiamo insieme. MysteXX tratterà molti dei cosiddetti B-Movie (come in questo caso) ma si occuperà anche di parecchi film di qualità. Non mi resta che salutarvi e lasciarvi alla recensione di “House of the dead 2”.

"Non mi importa se il titolo di questo film varia sorprendentemente a seconda dei titoli di testa o di coda (“Severed” nel trailer, “House of the dead 2” nella sigla d’apertura). Ciò che conta è che l’altra sera con GuruKonk ho visto molto sangue. Molti alberi e molto sangue. Ho visto gli zombie con le facce verdognole e/o gialline regnare truci per qualche giorno nei boschi di un’isola dannata. Verdastri però solo le facce, dal collo in su; il resto del corpo aveva il colore degli… attori. Ebbene, anche in questo film la tradizione è stata rispettata: gli zombie erano completamente rincoglioniti! Anche questi erano zombie poco atletici, come sempre. Ma come al solito li ho visti uccidere… Li ho visti letali seppur lenti, goffi, rintronati e portati all’auto-eliminazione (ad esempio inciampando nelle motoseghe oppure restando incastrati con un piede in qualche radice, un classico esempio di acume da zombie, come suggerisce lo “zombologoGuruKonk

Già, come al solito li ho visti uccidere… Di nuovo sono stati fatali per il gruppetto di agili e svegli esseri umani, destinati dalla trama a trascorrere il film in compagnia di questi poveri morti-viventi… E pensare che il protagonista nella vita voleva solo fare il pilota d’aereo, mentre è stato costretto dal padre (capitano d’industria) a recarsi sull’isola (in nave!) per motivi aziendali… Ma dai! Non si fa così, babbino caro! Insomma, gli zombie non possono competere in niente con gli esseri umani, con la loro reattività, intelligenza, con le loro armi, automobili e taniche di benzina. Ma anche in questo film gli zombie hanno vinto diverse battaglie, stravolgendo ogni razionale pronostico. Ehi, nei film sugli zombie vincono i più deboli! Hanno ucciso e massacrato e masticato carne fino alla fine della festa! Anche in questo film gli zombie hanno terrorizzato tutti! Magari l’essere umano avesse la fortuna di dover combattere anche nella realtà con simili minacce! Magari l’unico problema su questo pianeta fosse quel branco di deficienti degli zombie! Per scappare dagli zombie basta camminare tranquillamente, se possibile senza inciampare più di una o due volte, come suggerisce sempre il nostro GuruKonk. Né più né meno. Giusto due passi rilassati per sgranchirsi un po’ le gambe sarebbero sufficienti per sfuggire ai loro penosi tentativi di rincorrerci e sbranarci. E così, passeggiando in tutta serenità, si potrebbe pensare almeno a una dozzina di metodi per ucciderli o anche solo per mettersi definitivamente al riparo dal loro flemmatico attacco… Brrr, gli zombie!!!

Interessante comunque il pretesto scelto dai creatori di questa pellicola per giustificare l’epidemia che comporta la trasformazione di alcuni sfigati in zombie. Ebbene, la diagnosi parla di… beh, vagamente di errori di ingegneria genetica, ma nel dettaglio? Nel dettaglio non lo dico, per non rovinare la sorpresa a tutti quelli che ora sentono un’irrefrenabile voglia di correre a procurarsi una copia di questo film. Film che per tutto il tempo si avvalora di un fastidioso effetto di invecchiamento della pellicola… In definitiva: un ottimo schifo di film, grazie GuruKonk per avermi permesso di guardarlo con te! Questa volta almeno non ci siamo addormentati dopo un’ora; è un fatto anche questo… "

Grazie a tutti! Alla prossima edizione de “Il Mystico Giudizio”.

MysteXX

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Immagine tratta da lostige.wordpress.com