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giovedì 1 gennaio 2009

Buon 2009 a tutti!


Ciao a tutti! Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri di buon anno tramite il Blog o per posta elettronica! Negli ultimi due giorni ne ho ricevuti davvero tantissimi, non sono abituato a tutto ciò e la cosa mi ha quasi commosso... Che ci volete fare, si vede che sto proprio invecchiando! Oggi ho pensato molto a cosa potevo pubblicare per cominciare questo 2009, che si preannuncia portatore di molteplici novità per molte persone. Poi, come un fulmine, ecco la soluzione: l’oroscopo!

Dopo una breve navigazione sul mare tempestoso di Internet, sono riuscito a trovare un oroscopo originale e valido per tutti, a prescindere dai segni zodiacali o ascendenti. Nonostante questa bizzarra caratteristica, si tratta di previsioni assai attendibili.

Quindi rompiamo ogni indugio, ecco a voi (mese per mese) il vostro futuro astrologico per il nuovo anno!


OROSCOPO 2009


Gennaio 2009

Dopo un breve periodo di riposo trascorso insieme ai parenti, tornerete alle vostre abituali occupazioni.

Febbraio 2009

Questo mese vi sembrerà più corto degli altri. Strane visioni: per strada, bimbi in maschera che lanciano per aria pezzetti di carta colorata.

Marzo 2009

Non è improbabile che in quei giorni piova. Il giorno 8 incontrerete un venditore ambulante di mimose.

Aprile 2009

Vi proporranno di cibarvi di agnello, di capretto e di molte uova di cioccolato!

Maggio 2009

Qualcuno potrebbe invitarvi al proprio matrimonio.

Giugno 2009

Avrete la bizzarra impressione che le giornate si allunghino.

Luglio 2009

Sarete colti da un improvviso desiderio di refrigerarvi e di vestirvi con indumenti più leggeri. Di notte, non è escluso che durante il sonno veniate punti da una o più zanzare.

Agosto 2009

Potrebbe capitarvi di intraprendere un viaggio al mare o in montagna, o comunque un breve periodo di vacanza. Chi va in autostrada di domenica troverà traffico.

Settembre 2009

Faticherete ad abituarvi di nuovo alla routine quotidiana. Per i più giovani fra voi: attenzione, un adulto vi costringerà a recarvi in una scuola.

Ottobre 2009

A fine mese avvertirete un abbassamento delle temperature. Il Sole vi è favorevole: il giorno 25 dormirete un'ora in più del solito.

Novembre 2009

Il giorno 2 noterete curiosi assiepamenti di automobili nei parcheggi dei cimiteri.

Dicembre 2009

Riceverete dei doni ma vi toccherà ricambiarli. Nell'ultima settimana si prevedono pranzi e cene in famiglia. Alcuni di voi verranno obbligati con la forza, da giornali e televisioni, a consultare un oroscopo.


In conclusione non mi rimane che augurarvi un meraviglioso 2009! Spero che il nuovo anno vi porti salute, amore e felicità, e che tutti i vostri sogni più belli possano diventare realtà!

Con affetto, GuruKonK.



Fonte dell’oroscopo: “Personalità Confusa”!



Nell’immagine: la scritta “Happy New Year” è gentilmente offerta da qualcuno più snodato di me…

domenica 16 novembre 2008

Tradimento virtuale, divorzio reale


Primo divorzio al mondo (perlomeno passato alle cronache...) dopo un tradimento virtuale. Una donna inglese si è accorta che il marito aveva una relazione su “Second Life” (la realtà virtuale più famosa al mondo) e ha deciso di chiedere la separazione. Entrambi appassionati delle community multi-utenti dove si vive una vita parallela, Amy Taylor e David Pollard (rispettivamente 28 e 40 anni) si erano conosciuti innamorati su una chat nel 2003. Il giorno del matrimonio, nel luglio del 2005, avevano replicato la cerimonia anche su “Second Life” ispirandosi alle nozze di David e Victoria Beckham. Ma è stata proprio la dimensione virtuale a rovinarli.

Secondo quanto racconta il “Daily Mail”, i due trascorrevano più tempo su Internet che nella realtà. E un giorno la donna ha scoperto l'avatar del marito in una posizione compromettente con una prostituta. “Sono diventata pazza”, racconta la donna, “ero così ferita che non potevo credere a quel che era successo”. Ma Amy non ha gettato la spugna: usando la moneta virtuale (il Linden Dollar) utilizzata dai residenti, ha assunto un detective per indagare sull'adulterio. La situazione è precipitata quando, ad aprile, ha scoperto un nuovo tradimento del marito, o per meglio dire della copia digitale del marito. “Abbracciava una donna su un sofà e l'atteggiamento era molto affettuoso”. Secondo Amy, il marito faceva cyber-sesso con un'utente in USA e per quanto i due non si fossero mai incontrati di persona, Amy si è sentita ugualmente tradita: “Gli ho chiesto di farmi leggere le conversazioni, ma lui ha spento il computer: ha confessato che aveva contatti con una donna americana da una settimana o due, ma ha detto pure che il nostro matrimonio era finito, che non mi amava più e che non avremmo mai dovuto sposarci”.

Sabato prossimo la donna andrà dal giudice per chiedere il divorzio. “L'avvocato non era affatto sorpreso” spiega. “Ha detto che era il secondo caso di divorzio collegato a “Second Life” che le capitava in una settimana”. E anche se Internet le ha rovinato la vita non ha intenzione di rinunciarvi: “Vado ancora online, ma non così tanto come prima”.

Per gli amanti del “gossip” ho il piacere di confidarvi che Amy si è già consolata: “Ho conosciuto qualcun altro e viviamo insieme. Sono molto felice: so che suona strano, ma mi fa bene”.

Il marito (che ha rilasciato l’intervista al “Daily Mail” solo attraverso “Second Life”!) ha dichiarato che “non pensa di aver fatto nulla di male”; e ha aggiunto che l’unico problema era quella che per tre anni è stata sua moglie. “Non ha mai fatto nulla in casa: stava solo al computer a fare giochi di ruolo. E se volevo trascorrere un po' di tempo con lei glielo dovevo chiedere in anticipo, ma lei si staccava sempre a fatica”.

Bene... l’angolo delle frivolezze virtuali finisce qui... Sono proprio curioso di leggere i vostri commenti in merito a questa storia.

Un abbraccio, GuruKonK.



Fonti: sito web del “Daily Mail” e sito web del quotidiano “La Repubblica” e del “Corriere della sera”.



Nell’immagine: un gruppo avatar incontrati su “Second Life”.

mercoledì 11 giugno 2008

Le italiane e il sesso


Dopo avere per molti giorni dedicato il Blog ai cosiddetti “temi seri”, credo che sia giunto il momento di occuparci di qualche “frivolezza”. Tema del giorno? Le donne e il sesso. In questo ultimo decennio, le italiane hanno visto mutare (anche radicalmente) le proprie abitudini sessuali: le donne milanesi, ad esempio, amano fare sesso in luoghi insoliti, come in treno, in spiaggia o al cinema. Tuttavia le più intraprendenti sono al Centro-Sud: Napoli, Palermo, e Roma sono le città in cui le donne amano maggiormente prendere l’iniziativa e sono più disinibite. A rivelarlo è il sondaggio del “Club per Single Eliana Monti”, realizzato su un campione di duemila persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Le donne amano sempre più trasgredire e prendere l’iniziativa, ma allo stesso tempo vogliono compagni che sanno ciò che vogliono, lontani da un modello amletico. La sfera femminile chiede uomini veri che dopo chiacchiere e tenerezze, passino alle vie di fatto in modo maschio e deciso”, commenta Eliana Monti, titolare del club per cuori solitari più famoso d’Italia.

Secondo lo studio promosso dal “Club per Single Eliana Monti”, un’italiana su tre (38%) preferisce prendere l’iniziativa, con delle differenze nelle diverse città. I dati emersi dal sondaggio rivelano infatti che le più “impetuose” sono le donne del centro-sud: il 62% delle napoletane preferisce prendere l’iniziativa, seguite dalle palermitane (51%) e dalle romane (45%). Immagino che i maschietti che leggono questo Post staranno già prenotando le vacanze all’ombra del Vesuvio… Rifiuti o non rifiuti, Napoli ha sempre molte meraviglie da offrire!

Tuttavia, è nel Nord Italia che le donne sembrano essere più fantasiose. A Milano il 42% del campione ha dichiarato di gradire fare l’amore in luoghi inconsueti e in situazioni impreviste. A livello nazionale, invece, è mediamente meno di una donna su tre (29%) ad avere queste preferenze per “farlo strano”.

Secondo lo studio, poi, due italiane su dieci vorrebbe fare l’amore più spesso (altro che “scusa caro, ho mal di testa”) ed in merito alle preferenze “estetiche”, più della metà delle donne (57%) preferisce l’uomo con una barba un po’ incolta rispetto a quello con un look più pulito. Nell’uomo il senso dell’umorismo vince sull’estetica: per il 75% del gentil sesso, infatti, un uomo spiritoso e divertente ha maggiori chance di conquista rispetto a un uomo bello ma un po’ noioso.

Allora, le signore si riconoscono in questa indagine? E i maschietti hanno preso appunti? Scherzi a parte, vi invito come sempre a inviare le vostre impressioni e opinioni sull’argomento del giorno! Vi ringrazio di cuore per l’attenzione che dedicate a questo Blog e vi saluto con tutto l’affetto del mondo!

GuruKonK



Grazie a “Quotidiano.Net



Nell’immagine: “Afrodite” di Jules Joseph (Francia, 1834 – 1912)

sabato 3 maggio 2008

Il cibo diventa arte


Foreste di broccoli e case di dolci, scogliere di parmigiano e paesaggi di salmone, pasticcini artistici e film appetitosi: nella capitale della buona tavola l’arte contemporanea non poteva che ispirarsi al cibo. Torna a Parma “Gnam”, la rassegna artistica dedicata al tema gastronomia nell’arte moderna, dal 3 maggio al 3 giugno in varie sedi della città. Il direttore artistico della rassegna, Andrea Gambetta, ha voluto mettere in risalto per questa edizione 2008 la fotografia come mezzo privilegiato per la rappresentazione del cibo e dell’alimentazione, con humor e ironia.

Due gli artisti di spicco: Martin Parr e Carl Warner. Il primo è l’ospite d’onore di “Gnam 2008” ed espone per la prima volta una serie di stampe fotografiche di grande formato negli spazi del centro storico di Parma, tra lecca lecca colorati, “muffins” sorridenti, “donuts” patriottici. Il secondo, il fotografo australiano Carl Warner, presenta tre immagini in grande formato nel centro storico: paesaggi costruiti con funghi, cetrioli, patate.

Ai più piccoli, “Gnam” dedica “Sweet Graffiti” (al Giardino Ducale) di Shane Waltener, l’artista inglese che usando zucchero, caramelle, dolci e glassa, realizza graffiti commestibili., ma anche una grande casa di dolci, come quella della strega in “Hansel e Gretel”.

Al Teatro al Parco l’installazione di Mario De Biasi che, utilizzando le bottiglie verdi e i tappi rossi di Ferrarelle, crea nuove superfici ed elargisce consigli per riciclare in modo corretto le preziose materie prime.

Al Cinema Edison d’essai (gestito, come il Teatro al Parco, dalle Fondazione Solares) parte la rassegna di film dedicati a cibo e gastronomia, a cui si aggiunge la serata con Laura Delli Colli che, presentando il suo libro “Il gusto del cinema in 100 ricette”, intratterrà il pubblico con suggestioni gastronomiche e cinematografiche.

All’Accademia Barilla le immagini dei divi de “La dolce vita” catturati da Marcello Geppetti e, per finire, “Cuochi stellari”, ritratto fotografico di Arturo Delle Donne, che ha come soggetto i cuochi parmigiani del “Parma Restaurant Quality Club” di Ascom Parma.

Per oggi finiamo qui. Un saluto e un abbraccio a tutti gli amici del Blog!

GuruKonK



Nell’immagine: uno scatto d'autore di Arturo Delle Donne.

giovedì 1 maggio 2008

Buon primo maggio a tutti!


Come tutti voi ben sapete oggi si celebra in Italia, in Svizzera e in molti altri Paesi del mondo la Festa del Lavoro. La giornata del primo giorno di maggio è stata spesso resa indimenticabile negli anni, per i giovani ma non solo, dal tradizionale concertone in Piazza San Giovanni a Roma. Quest’anno su quel mitico palco si daranno il cambio artisti del calibro di Capareza, Subsonica, Afterhours, Elio e le storie tese, Baustelle, Sud Sound System, Marlene Kuntz e molti altri. Per la prima volta, l’evento è stato aperto da una “All Star Jazz Band” (guidata da Stefano Di Battista e composta da Fabrizio Bosso, Greg Hutchinson, Roberto Gatto, Rita Marcotulli) che ha regalato al folto pubblico presente alcuni minuti di musica di grande qualità. Come sempre “RAI Radio Duetrasmette l’evento in diretta a partire dalle ore 16 fino a tarda sera. Prima di salutarvi, mi permetto di pubblicare un breve resoconto storico di questo meraviglioso “Primo Maggio”.

“La Festa dei lavoratori, o meglio la Festa del lavoro, è una festività che annualmente viene attuata per ricordare l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte. Più precisamente, intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tale legge fu approvata nel 1866 nell’Illinois, (USA), la Prima Internazionale richiese che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa. Convenzionalmente, l’origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro a New York il 5 settembre 1882.

Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate alla Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialista ed anarchico - suggerirono come data della festività il Primo maggio. Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime. L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo in favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di Festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872. In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia soltanto due anni dopo. In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 fu funestata a Portella della Ginestra (Palermo) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.”

Grazie per la cortese attenzione e il grande affetto che dimostrate nei confronti del Blog.

BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI!!!

GuruKonK



Nell'immagine: una Piazza San Giovanni gremita.

domenica 16 marzo 2008

Nuovo look

Un caro saluto a tutti gli amici del Blog. Come qualcuno ha giustamente osservato (bravo Randy) ieri non ho pubblicato nessun post. La spiegazione di questa mia assenza è molto semplice: stavo lavorando per rifare il “look” a queste pagine.

Il risultato lo avete davanti agli occhi proprio in questo momento. Spero che questo nuovo “layout” possa rendere queste pagine un po’ più gradevoli. Non voglio dire che il vecchio “modello” non era soddisfacente, però dopo quasi cinque mesi mi era sembrato il caso di cambiare.

La nuova impostazione mi è parsa un buon compromesso, in quanto aggiunge un po’ di colore senza però sconfinare verso tonalità eccessivamente sgargianti ed “aggressive”.

Ci tengo a precisare che i vostri commenti in merito saranno, come sempre, più che benvenuti. Quindi non fatevi scrupoli e fatemi sapere le vostre opinioni circa il nuovo “look” che ho dato al Blog.

A domani, GuruKonK.

sabato 16 febbraio 2008

200 orgasmi al giorno


Duecento orgasmi al giorno, scatenati da qualunque tipo di vibrazione percepita: dal passaggio di un treno al soffio dell’asciugacapelli, fino al monotono ronzio della fotocopiatrice. Questo il destino di Sarah Carmen, una bella 24enne londinese, affetta da “Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS). Si tratta di un disagio che aumenta il flusso sanguigno agli organi sessuali, rendendo difficoltoso e imbarazzante anche il gesto più banale. Dopo aver inutilmente cercato aiuto dalla medicina, Sarah Carmen ha deciso di raccontare la sua storia al tabloid “News of the World”.

A volte faccio così tanto sesso che mi annoio” ha raccontato la ragazza in un’intervista di 40 minuti, durante la quale ha avuto ben cinque orgasmi “ma direi che gli uomini con i quali dormo non devono fare grandi sforzi con me, perché raggiungo il piacere molto facilmente”. Sarah ha cominciato a soffrire di questa sindrome a 19 anni, dopo che le sono stati prescritti degli antidepressivi. Ed è convinta che quelle pastiglie abbiano in qualche modo contribuito a scatenarle il problema: “Nel giro di un paio di settimane dopo averle prese ho iniziato a sentirmi sempre più eccitata e ad avere orgasmi senza fine. Ricordo che ero a letto con il mio fidanzato, stavamo facendo sesso da ore e lui rimase sconvolto quando si rese conto di quante volte raggiungevo l’orgasmo. Poi, però, successe anche dopo il sesso. Stavo pensando a quello che avevamo fatto a letto e ho cominciato a sentirmi sempre più eccitata, fino a quando sono arrivata al culmine! Per sei mesi ho avuto 150 orgasmi al giorno e adesso sono almeno 200!”.

La ragazza lavora come estetista in un salone dove le vibrazioni degli asciugacapelli e di altri apparecchi simili acutizzano i suoi sintomi. “Ogni cosa mi può scatenare delle pulsioni incontrollate, visto soprattutto gli strumenti che adopero per la mia attività. Alcune delle mie clienti abituali sono a conoscenza del mio problema, ma spiegarlo a quelle nuove non è affatto semplice. Magari sono nel bel mezzo di un trattamento e mi sento arrivare l’orgasmo e, credetemi, è davvero imbarazzante. Ricordo che una volta stavo facendo una ceretta inguinale e non potevo andarmene, così ho fatto finta di avere un crampo al piede per soffocare i sospiri, fino a quando il momento è passato. Ormai le mie colleghe lo sanno: se faccio un colpo di tosse e corro in bagno, portano alla cliente una rivista e una tazza di tè…”.

Per le sue amiche, Sarah è fortunatissima poiché “pensano che sia una gran cosa e probabilmente ho più orgasmi io in un solo giorno che loro in un anno” ma con la sua famiglia la ragazza non ha avuto il coraggio di affrontare la questione. “Mamma e papà pensano che certi miei comportamenti siano un po’ strambi, ma credono che io sia solo un po’ iperattiva”. La storia con il ragazzo con cui stava quando scoprì di soffrire di questa sindrome finì dopo qualche mese, ma i successivi partner di Sarah hanno faticato molto a stare dietro alle sue voglie sessuali. “A volte vorrei avere una vita normale, come tutti. La cosa più imbarazzante che mi è successa è stato avere un orgasmo mentre rispondevo a una ricerca di marketing: mi sono dovuta alzare e scappare via”. Una volta la ragazza ha partecipato anche a una riunione dei “Sex Addicts’ Anonymous”, perché convinta di essere diventata dipendente dal sesso: “Ma quando sono entrata in quella stanza, ho visto quella gente e ascoltato le loro storie, ho capito che non era davvero il mio caso. Ora sono arrivata alla conclusione che si possa convivere con questa sindrome e sono fortunata, perché tutte le persone sono molto gentili con me e si rendono conto del mio problema”.

Sarah Carmen, parlando coraggiosamente del suo disturbo, ha permesso a donne con la stessa sindrome di uscire dalla solitudine per affrontare il problema. Purtroppo dalla PSAS non si può guarire, tuttavia ogni donna può trovare un particolare “modus vivendi” che meglio si adatti al suo stile di vita.

E’ il caso, ad esempio, di Ellie Allen, che non solo riesce a convivere con la PSAS, ma non ha neppure perso un certo senso dell'umorismo. Dice: “E’ molto difficile trovare un uomo che segua il mio ritmo, ma almeno li faccio tutti contenti: mi fanno raggiungere l'apice nei primi minuti e ne guadagna la loro autostima. Dopo avere fatto l'amore con me si sentono tutti dei superuomini!”.

Che dire? Non le si può dare tutti i torti, vero?

Attendo come sempre i vostri sagaci commenti e vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Un abbraccio, GuruKonK.



Nell’immagine: un’opera senza titolo di Guido Venturini.

giovedì 14 febbraio 2008

Chi odia San Valentino?



Oggi è San Valentino, il giorno dell’amore e degli innamorati. Ho provato ad ignorarlo ma ho fallito, quindi non mi rimane che dedicare il post odierno a tutte voi “colombelle” che siete là fuori a tubare. Non dovete però aspettarvi le solite parole sdolcinate che girano normalmente in Rete ogni 14 febbraio. No, niente scatole di cioccolatini a forma di cuore (bleah…), niente mazzi di rose rosse, niente costosi gioielli, niente orchidee, niente braccialettini o pendenti con le iniziali del partner. Insomma, su queste pagine non troverà spazio tutto ciò che rende il giorno di San Valentino pacchiano, kitsch e dozzinale…

Per prima cosa vi presento un libro, che interesserà più di un utente del Blog, ne sono certo…

Odio San Valentino
di Allison Rushby

“Le rose sono rosse, le viole sono blu, odio San Valentino quanto lo odi tu.”

“Le cinque ragioni per cui odio san Valentino (in ordine sparso):
1. Perché è falso e ridicolo;
2. Perché non fa bene alle relazioni;
3. Perché rende il mio lavoro un incubo;
4. Perché è l'unico giorno dell'anno in cui non è concesso essere single;
5. Perché sono stata lasciata dall'amore della mia vita il giorno di San Valentino e non posso, non voglio e non vorrò mai superarlo.”

Tutto ciò ha attirato, almeno un pochino, la vostra attenzione? Bene, allora continuo con le note di copertina.

“Liv, acclamata fotografa di matrimoni, odia la festa di San Valentino da quando Mike ha scelto proprio il giorno degli innamorati per scaricarla senza pietà. Ormai arresasi alla prospettiva di restare single, guarda con invidia alla sua eccentrica capo e alla vivace coinquilina che, al contrario di lei, hanno superato con disinvoltura i rispettivi fallimenti sentimentali. E poi un giorno Liv si ritrova al funerale di un'anziana collega, morta sola con i suoi gatti e la sua folle idiosincrasia per gli uomini. Il pensiero della donna continua a tormentare Liv, finché il fantasma della collega non le annuncia la visita di tre spiriti...”.

Tre spiriti, il riferimento a “Canto di Natale” di Charles Dickens è più che evidente. Non trovate?

Ora solo qualche parola sull’autrice: Allison Rushby. Australiana, ha abbandonato troppo precocemente il sogno di diventare una ballerina, nonostante un riconosciuto talento naturale. Dopo qualche anno di travagliata vita personale, si è votata anima e corpo alla scrittura e alla narrazione; prima come giornalista in vari magazine femminili, poi come scrittrice vera e propria. Già autrice di “allmenarebastards.com” (tradotto in: “tutti gli uomini sono bastardi .com”, ma ancora senza una versione italiana), entra nella scuderia di “Red Dress Ink” con questo nuovo, divertente e assolutamente originale romanzo.

Cambiamo leggermente prospettiva. E’ cosa nota che sono le donne a subire più facilmente il fascino di San Valentino, naturalmente con le dovute eccezioni. Nel caso dei “single”, gli uomini possono tollerare più facilmente di passare questa serata senza la compagnia di una partner. Per quanto riguarda le donne, invece, trascorrere in solitudine il giorno degli innamorati può essere motivo di tristezza, se non addirittura di angoscia.

Comunque, come ho scritto in precedenza, esistono delle eccezioni. Infatti, navigando tra i miei forum preferiti, ho trovato un piccolo “sfogo” di un uomo che sembrerebbe non amare molto l’uscita solitaria la sera di San Valentino.

Ecco la sua storia:

“Da Mark, dedicato a tutti quelli che a San Valentino, come me, sono costretti ad uscire alle 23 da soli per andare ad alcolizzarsi, come di norma, al pub più vicino...

In più ci si mette anche l'amico (fidanzato e stronzo) che ti chiama: “Ciao. Stasera che fai? Stai da solo?

Io un po’ scocciato: “No, vado con Kenny (come chiamiamo tra noi la birra irlandese Kilkenny), come al solito…”

Il mio amico, con tono serio: “Ma no dai, non fare lo scemo! Almeno stasera prova con quell'altra

Ed io, con gli occhi che mi si illuminano, sperando parlasse di una che mi piace da morire: “Tu dici? Ma con chi? Con la Martina?

E il mio amico, sempre con tono serio: “No, veramente parlavo della Guinness…

Ecco, anche per questo io… ODIO SAN VALENTINO!!!
By Mark ”


Questa era la storia di Mark, un uomo che non stravede per il giorno degli innamorati. Tra di voi c’è qualcuno che può condividere con lui l’odio per questa, come la si può oramai definire, “festa comandata”? Oppure siete innamorati e corrisposti e il giorno di San Valentino è una cosa magica da condividere con il vostro amore? Suvvia, non siate timidi e raccontate le vostre esperienze e sensazioni!

Un abbraccio, GuruKonK.


Nell'immagine: il pensiero di Bastardi Dentro sul giorno degli innamorati.

martedì 12 febbraio 2008

What's your name?


Ciao a tutti gli amici del Blog. Prima di tutto vi devo davvero ringraziare per i meravigliosi commenti che avete inserito in coda al post di ieri. Delle riflessioni così aperte e sincere rappresentano un’impagabile ricchezza per un Blog. Cambiando discorso, avete mai conosciuto qualcuno con un nome ed un cognome un po’ buffi? Credo proprio di sì, sono cose relativamente comuni. Oggi parleremo proprio di questo.

La nascita di un bambino è un evento indimenticabile nella vita di una coppia. In quel momento si scatenano tutta una serie processi mentali capaci di attivare quello che si chiama “istinto di protezione”. Infatti, da quel momento in poi la priorità dei genitori sarà quella di proteggere il nuovo nato e di rendergli la vita semplice e sicura.

Tuttavia esistono delle eccezioni e al momento di registrare il nuovo nato all’anagrafe se ne vedono proprio delle belle. In alcuni casi ci si chiede perché alcuni genitori vogliano dare alla loro prole dei nomi che, è evidente, faranno tutto tranne che rendergli l’infanzia facile e tranquilla…

Alcuni esempi? I signori Passera che chiamano Viola la propria figlioletta, oppure i Tromba che scelgono il nome Daria per la nuova arrivata. Come non citare i nobili Sforza che hanno affibbiato alla figlia il patriottico nome di Italia? E i coniugi Pesce che per il pargoletto non hanno trovato nulla di meglio che il nome Marino?

Dovete però sapere che molte persone hanno volontariamente cambiato il nome “normale” che i genitori avevano scelto per loro, preferendone uno bizzarro che attirasse l’attenzione oppure che rispecchiasse interessi o passioni dei soggetti in questione.

Naturalmente tutto ciò non è per nulla una prerogativa italiana. Infatti ho trovato una simpatica classifica basata sui 15 nomi più strani, che mi accingo a condividere con voi…

1) James Dr.No From Russia with Love Goldfinger Thunderball You Only Live Twice On Her Majesty’s Secret Service Diamonds Are Forever Live and Let Die The Man with the Golden Gun The Spy Who Loved Me Moonraker For Your Eyes Only Octopussy A View to a Kill The Living Daylights Licence to Kill Golden Eye Tomorrow Never Dies The World Is Not Enough Die Another Day Casino Royale Bond: come si può intuire, quest’uomo (nato David Fean, di Staffordshire) è talmente fanatico dei film di James Bond da aver cambiato il nome in modo da prendere quello del suo eroe, nonché dei titoli di tutti i film che hanno Bond come protagonista.

2) Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116 è il nome che due genitori svedesi volevano dare al figlio, nato nel 1991. Il nome, secondo i due, si pronuncia “Albin”, e hanno protestato vivamente quando uffici e tribunali, in più occasioni, si sono rifiutati di accettare questo nome…

3) Dick Assman (che vuol dire anche “Cazzo Uomo-Culo”) è il titolare di una stazione di servizio di Saskatchewan (Canada) che grazie al suo nome originale (per il quale deve ringraziare i genitori) ha fatto un sacco di affari, dopo che alla sua stazione si è fermato lo showman David Letterman, che lo ha reso famoso.

4) Adolf Lu Hitler Marak è un politico indiano, che ha avuto anche incarichi nel governo nello stato di Mahalaya, che garantisce di “non aver tendenze dittatoriali”. Va notato che nell’area ci sono anche altri politici dai nomi curiosi, come Stalin L. Nangmin o Frankenstein W. Momin.

5) John Portsmouth Football Club Westwood è chiaramente un tifoso della squadra del Portsmouth F.C., nato nel 1963. Ha guadagnato una certa notorietà ed è considerato un simbolo del tifo appassionato ma in nessun caso violento.

6) Lyulph Ydwallo Odin Nestor Egbert Lyonel Toedmag Hugh Erchenwyne Saxon Esa Cromwell Orma Nevill Dysart Plantagenet Tollemache-Tollemache, aveva un padre che apprezzava decisamente i nomi particolari (prendendo le iniziali dei nomi si legge “Lyonel The Second”) e aveva un fratello che era stato battezzato Leone Sextus Denys Oswolf Fraudatifilius Tollemache-Tollemache de Orellana Plantagenet Tollemache-Tollemache. Era un ufficiale nell’esercito britannico durante la prima guerra mondiale.

7) Byron Low Tax Looper: nato Byron Anthony Looper, nel tentativo di spingere la propria carriera politica e rendere chiaro a tutti il suo “credo”, ha ottenuto di cambiare il secondo nome “Anthony” in “Low Tax” (tasse basse). La mossa comunque non gli ha portato particolare fortuna, tanto che adesso Byron Low Tax è in prigione condannato all’ergastolo per l’omicidio di un candidato rivale…

8) Yahoo Serious, nato Greg Pead, è un attore e regista australiano che ha scelto questo nome nel 1980. Nel 2000 ha tentato di fare causa a Yahoo! per avergli “rubato” il nome. La corte sentenziò che il Signor Yahoo non aveva mai utilizzato il proprio nome come marchio per la vendita di prodotti o servizi e che quindi la sua istanza andava respinta.

9) Thursday October Christian (”Giovedì D’Ottobre” Christian, 1790 – 1831) è uno dei figli di Fletcher Christian, che ha guidato l’ammutinamento del Bounty, ed il primo nato sull’isola di Pitcarin. Gli venne dato questo nome insolito poiché il padre non voleva dargliene uno che potesse ricordare in alcun modo l’Inghilterra.

10) Ten Million (dieci milioni) era un giocatore delle Minor League di Baseball negli USA prima della Grande Guerra del 1914 - 1918. Non ha ottenuto risultati eclatanti, tuttavia si è guadagnato un posto sulle figurine per il nome datogli dai genitori.

11) Moon Unit Zappa (”Unità della Luna” Zappa) è un’attrice e musicista americana, figlia del grande musicista Frank Zappa, che ha commentato, a chi chiedeva spiegazioni sul perché di un nome tanto strano che “tanto sarà comunque il cognome ad esserle di peso”.

12) GoldenPalace.com, (ovvero: Palazzo d'oro .com) è il nome che ha assunto Terri Iligan dopo avere venduto il suo nome su eBay, in un’asta che le ha fruttato 15.199 dollari…

13) Pedro de Alcântara Maria Fernando Miguel Rafael Gonzaga Xavier João António Leopoldo Vítor Francisco de Assis Júlio Amélio de Saxe-Coburgo-Gotha e Bragança, passato alla storia come Pedro V, re di Portolgallo dal 1853 al 1861.

14) Screaming Lord Sutch, 3rd Earl of Harrow (tradotto come “lo strillante Signor Sutch, Terzo Earl dell’Erpice”) musicista e poi politico inglese nato David Edward Sutch che ha cambiato nome negli anni sessanta in onore di uno dei suoi musicisti preferiti, Screamin’ Jay Hawkins. Per chi non lo sapesse l’erpice è un grosso macchinario agricolo.

15) World B. Free (che si traduce con “mondo sii libero”) è un giocatore di basket americano, che ha giocato da 1975 al 1988. Gran bel nome, no?

Naturalmente il mondo è pieno di nomi strani, bizzarri e divertenti; quindi se qualcuno di voi ne conoscesse qualcuno può scriverlo nei commenti, in modo di poterci fare quattro risate tra amici…

Vi ringrazio ancora per l’affetto che dimostrate giornalmente nei confronti di questo Blog e vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Un abbraccio, GuruKonK.


Nell'immagine il cartello stradale per Belsedere.

lunedì 21 gennaio 2008

Una testa bella croccante


Una signora americana si era recata con i suoi due bimbi di 6 e 8 in uno dei molti McDonald's che affollano la sua città. Qui, aveva ordinato due “Happy Meal”, i menù creati appositamente per i bambini con dentro una sorpresa. Lei, invece, ha optato per un semplice “hamburger”. Mentre mangiavano, la mamma si è accorta che il minore dei suoi figli era più interessato agli scivoli che vedeva dall'altra parte della strada piuttosto che alle crocchette di pollo che non aveva nemmeno toccato, così aveva deciso di mangiarsele lei.

Senza neanche guardare cosa aveva in mano stava per addentare il cibo, quando il figlioletto più grande, le ha urlato di non mangiarlo. Così lei ha guardato la crocchetta che aveva in mano e si è accorta che sotto la croccante panatura c'era un'intera testa di gallina. Potete immaginare la sorpresa e il disgusto che hanno assalito la signora in quel momento.

Il manager del locale, per scusarsi dell'inconveniente, ha rimborsato il pranzo ai tre ed ha anche offerto a mamma e figli un pranzo gratis per le due settimane successive. Come potete ben immaginare, questo non è assolutamente bastato a placare lo sdegno della donna, che ha deciso di fare causa al colosso americano chiedendo un risarcimento di 100.000 dollari.

Insomma, McDonald's colpisce ancora di nuovo. Si tratta di un'ennesima dimostrazione di come i cibi del fast food più famoso al mondo siano spesso troppo trattati con prodotti speciali che ne alterano le caratteristiche. Oppure più semplicemente, come in questo caso, siano creati con macchinari industriali che non garantiscono la precisione e la sicurezza necessaria, impacchettando e cucinando tutto quello che finisce sulla linea produttiva, sia questa carne di pollo, insetti o persino piccoli oggetti.

Ancora una volta quindi mi rendo conto di quante volte possiamo aver mangiato schifezze senza neanche essercene resi conto. Non voglio condannare McDonald's, che comunque sembra passare spesso come capro espiatorio. Voglio solo dire che se andiamo a mangiare in un fast food, dobbiamo essere coscienti che non sempre quello che vediamo sul “Menu” corrisponde a ciò che finisce nei nostri stomaci.

Per concludere, voglio ringraziare di cuore tutti coloro che, tramite il blog o altri mezzi, mi hanno fatto pervenire gli auguri di buon compleanno. Ho sentito un grande affetto intorno a me e non potete neppure immaginare quanto piacere mi abbia fatto tutto ciò.

Vi auguro una splendida serata. Un abbraccio, GuruKonk.




Nell'immagine la signora con la... “testa del reato”

sabato 19 gennaio 2008

Ordinarie follie (ediz. 2.08)


Un caro saluto a tutti gli amici del blog. Con l’edizione odierna della rubrica “Ordinarie follie” partirà un’iniziativa intitolata “Leggi folli dal mondo”. Con questo progetto vi presenterò una selezione delle più strane leggi e norme del mondo. Alcune di esse ci appariranno bizzarre in quanto in vigore da quasi un secolo (quando la società era radicalmente diversa rispetto ad oggi), mentre altre ci sembreranno stravaganti e strampalate perché, semplicemente, lo sono davvero. Spero che troverete tutto ciò simpatico e divertente.


Leggi folli dal mondo

In Indonesia la pena per la masturbazione è la decapitazione.

In Arkansas, il sesso orale viene considerato sodomia e punito fino a 3 anni di carcere. Tra parentesi, Bill Clinton fu governatore dell’Arkansas…

In Florida è vietato fare sesso con un porcospino. Non chiedetemi i particolari, ve ne prego… Alla faccia del sesso estremo…

In Florida, North Carolina, Virginia e Montana, quando si fa sesso, tutte le posizioni eccetto quella “del missionario” sono illegali. Inoltre, è esplicitamente vietato il sesso orale. E’ anche vietato baciare il seno della propria moglie. Ovviamente se nessuno ti vede… fai ciò che ti pare…

In Georgia il concetto di “abuso sadomasochistico” è talmente ampio che ha permesso di condannare a 3 anni di carcere un uomo che ha messo le manette ad un suo amico vestito da clown.

In Georgia, tutti i giocattoli erotici sono vietati. Pena il carcere fino a 5 anni.

In Massachusetts, i tassisti non possono fare l’amore sui sedili anteriori durante il loro turno. Mi chiedo: e su quello posteriori?

In Massachusetts, sono vietate le posizioni sessuali in cui la donna sta sopra l’uomo. La moglie di Giampiero Galeazzi sarebbe in grande difficoltà…

In Michigan “corrompere” una ragazza non sposata può essere punito con 5 anni di prigione. Mah…

Mio marito mi ha rubato un rene
Ha accusato il marito di aver venduto uno dei suoi reni al mercato nero facendole credere di avere avuto un incidente stradale. La notizia è stata data ieri dal quotidiano egiziano El Wafd e poi ripresa da tutte le maggiori agenzie di stampa del mondo. Le autorità di Menufiya, nel Delta del Nilo, hanno aperto un'inchiesta dopo la denuncia della donna. Secondo la ricostruzione, il marito le avrebbe fatto bere un'aranciata drogata poco prima di mettersi in viaggio in moto per andare a visitare la famiglia, portandola invece in una clinica privata per sottoporla a un espianto. Non è dato sapere l’importo corrisposto al marito per il rene della malcapitata…

Gli mangiano il cane: li uccide!
Un uomo ha ucciso due conoscenti a colpi d'ascia dopo averli sorpresi nella sua cucina in procinto di mangiare il suo cane. Questa storia, tragica quanto surreale, è avvenuta verso la metà del dicembre scorso in un villaggio della regione siberiana di Cità, secondo il sito online della cittadina. L'autore del duplice omicidio ha poi chiamato la polizia e confessato il delitto. Un caso simile si era verificato all'inizio del 2007 vicino a Tinda, nell'estremo oriente russo, durante una festa.


Se qualcuno di voi dovesse avere tra le mani del buon materiale per questa rubrica può tranquillamente inviarmelo e lo pubblicherò con grande piacere! A domani.

Un abbraccio, GuruKonk.

sabato 12 gennaio 2008

Ordinarie follie (ediz. 1.08)


A volte succede che io scriva dei post per questo Blog, per poi decidere di non pubblicarli. I motivi possono essere diversi: a volte non li diffondo perché non sono soddisfatto della stesura oppure perché quel giorno una notizia dell’ultima ora mi aveva colpito a tal punto da costringermi a tralasciare il vecchio post. Naturalmente questi documenti non vengono certo cancellati, rimangono nella memoria del mio PC, registrati in una cartella che funge da “limbo”, nell’attesa del momento adatto alla loro pubblicazione. Il post di oggi nasce proprio da due di questi “vecchi” documenti.


Professore in fuga dalla finestra

Scena da commedia in un istituto di Parma, dove un professore è scappato buttandosi dalla finestra di un'aula del 1.o piano. Sotto lo sguardo attonito dei suoi studenti, l'uomo si è dato alla fuga quando la bidella lo ha avvertito che i familiari della sua ex fidanzata lo cercavano. Il tentativo, però, è naufragato: l’uomo ha trovato il cancello della scuola chiuso ed è stato raggiunto dai parenti della ragazza, visibilmente adirati.

Il docente, che insegna alle serali, era da tempo perseguitato dai genitori e dal fratello della ragazza che, dopo una breve relazione, aveva lasciato. Quando il fuggitivo ha cercato di salire sulla sua auto, si è trovato di fronte l’intera famiglia della ragazza che ha cominciato ad insultarlo e a picchiarlo. In particolare, la madre della giovane era una furia: ha preso per i capelli l'uomo e l'ha gettato per terra ricoprendolo di pugni, calci e schiaffi.

Il professore è stato ricoverato con una prognosi di oltre due mesi, mentre i familiari della ragazza sono stati processati e condannati: le pene, che vanno dai due mesi ai due mesi e mezzo, sono state condonate, ma i tre dovranno pagare, in un separato giudizio civile, i danni al docente.


Salvata dalle lucciole

Era intrappolata tra le lamiere della sua auto dopo un incidente ed è stata salvata grazie al passaparola delle prostitute che si trovavano nella zona. E' successo a una ragazza di 25 anni che si è schiantata contro un albero a Tradate (Varese), all'interno del parco “La Pineta”, dove i cellulari non ricevono il segnale. Il botto ha attirato l'attenzione di alcune “belle di notte” che sono subito accorse per prestare soccorso e dare l'allarme.

Sul posto si è fermato anche un automobilista di passaggio, un ex volontario del 118, che ha prestato le prime cure alla giovane malcapitata. Purtroppo l'assenza di segnale non ha permesso di telefonare alla centrale operativa per far giungere sul posto un'ambulanza.

A questo punto le prostitute hanno cominciato un rapidissimo passaparola fra loro fino a quando la voce è giunta ad una “lucciola” che si trovava in una zona coperta da segnale. In pochi minuti è arrivata l'ambulanza con la quale la ferita è stata portata all'ospedale di Gallarate dove i medici le hanno riscontrato un trauma cranico-facciale e contusioni varie.

Sono arrivati anche i pompieri da Busto Arsizio e da Appiano Gentile, oltre alla Polizia locale. “Se non ci fossero state quelle ragazze” dice l'ex volontario del 118 “non saremmo riusciti ad avvisare tempestivamente la centrale operativa”. Il gruppetto di prostitute, una volta sicure che la ragazza fosse in buone mani, si sono dileguate fra i boschi vicini.



Nell’immagine: un particolare del Parco “La Pineta”.

venerdì 11 gennaio 2008

Un PC da 75 dollari


Un caro saluto a tutti gli amici del blog. Vi chiedo scusa se il post di oggi sarà particolarmente breve, ma non sono in grado di produrre di meglio. Ho passato una buona parte del pomeriggio rovesciato a testa in giù su una poltrona, mentre il mio dentista mi torturava senza pietà! OK, forse la sto mettendo un po’ sul melodrammatico, però adesso mi ritrovo con la guancia intorpidita e con un molare che non cessa di pulsare in modo doloroso.

Tuttavia, nonostante questo supplizio non me la sentivo di non pubblicare proprio nulla. Per questo motivo ho scritto un post conciso e stringato, spero davvero che apprezzerete perlomeno lo sforzo.


La scienziata che ha disegnato un computer portatile destinato ai bambini poveri (che è prodotto e venduto da una Fondazione non-profit) ha fondato un'azienda che ha l'obiettivo di produrre un PC portatile da 75 dollari.

Mary Lou Jepsen, che ha lasciato il suo incarico di responsabile del settore tecnologico alla Fondazione “One Laptop per Child” alla fine del 2007, ha dichiarato sul sito Internet dell'azienda di aver fondato una società, la Pixel Qi, e l'ha definita uno “spin off” del gruppo non-profit.

La signora Jepsen ha inventato uno schermo “low-cost” e a basso consumo energetico mentre lavorava ancora per la Fondazione tra il 2005 e il 2007. La donna ha anche co-inventato il sistema di gestione dell'energia che sta alla base di tutto il progetto.

Pixel Qi commercializzerà la tecnologia dello schermo offrendola ai produttori di computer portatili, videocamere digitali, telefoni cellulari e altri apparecchi mobili, ha spiegato sul suo sito Web.

Lo schermo ad alta definizione che ha inventato permette agli utenti di passare dalla modalità a colori a quella in bianco e nero quando è raggiunto dai raggi del sole.

La compagnia lavorerà a stretto contatto con la Fondazione, fornendo i prodotti che svilupperà al gruppo no-profit al prezzo di costo, secondo il sito Internet di Pixel Qi.

Cari amici, domani la sofferenza causata dal mio dentista dovrebbe essere ampiamente scemata, per cui dovrei essere in grado di regalarvi un post più interessante ed articolato. Nel frattempo vi auguro una buona serata.

Un abbraccio, GuruKonk.


martedì 8 gennaio 2008

Leoni per agnelli


Sì, lo so. Di solito delle recensioni cinematografiche si occupa MysteXX, tuttavia solo per oggi faremo un’eccezione. Devo ammettere che negli ultimi tempi non sono andato spesso al cinema, quando mi faccio prendere dall’apatia nemmeno un cingolato riesce a smuovermi. Però un vecchio amico è riuscito nell’intento di portarmi a vedere un film diretto da Robert Redford:“Leoni per agnelli”. Questo mio amico è riuscito a convincermi anche se nel cast spiccava il nome di Tom Cruise, che non è mai stato uno dei miei attori preferiti.

Ci sono voluti anni prima che Hollywood riuscisse a digerire e raccontare l'inferno del Vietnam. Invece, oggi il cinema affronta senza peli sulla lingua la difficile situazione dell'esercito americano impantanato in Medio Oriente. Lo fa col toccante “Nella valle di Elah”, sui reduci della guerra in Iraq, e con “Leoni per agnelli”, l'ultimo film di Robert Redford. Quasi degli “instant movie”(¹), che inseguono l'attualità, mostrando ciò che altri (la televisione, i giornali) non raccontano più. In questo senso, “Leoni per agnelli” è il classico film d'impegno sociale, come si diceva una volta.

L'arrabbiato Redford spara a zero contro tutti: l'amministrazione Bush, i politici in doppiopetto interessati solo al loro business, gli alti comandi militari, gli “agnelli” del titolo che mandano a combattere e a morire i “leoni”. Non risparmia nessuno: l'istruzione pubblica, i mass media interessati più alle mutande di Paris Hilton che alla guerra, ma anche la vecchia stampa liberal, ora solo una “manica a vento” che segue il soffio più forte. E soprattutto i giovani bianchi, ricchi, viziati, apatici, delusi e schifati dalla politica, incapaci persino di protestare contro la più ingiusta delle guerre. Anche perché a morire ci vanno solo i figli degli immigrati, neri e ispanici, mentre loro se ne stanno sul divano a giocare ai videogame. Insomma, alla fine sembra di aver assistito a un comizio politico. Tutto di testa (anzi, di testo), giocato sui dialoghi, “Leoni per agnelli” espone in un'ora e mezza il Redford-pensiero, sempre più pessimista sul futuro.

Con un'unità di tempo quasi teatrale, il film segue parallelamente tre vicende fra loro legate, dall'Afghanistan a Washington. Nei palazzi del potere, il Politico Arrivista che sembra uscito da “Il candidato” (Tom Cruise) svela la nuova strategia bellica americana alla Giornalista Impegnata stile “Tutti gli uomini del presidente” (Meryl Streep). In un'università della California, il Docente Liberal (lo stesso Redford) prova a scuotere dall'apatia uno Studente Brillante ma disimpegnato (il venticinquenne Andrew Garfield, bravo a tener testa al vecchio divo). Non a caso, tutti questi personaggi li ho scritti con le iniziali maiuscole, in quanto sono pericolosamente vicini agli stereotipi del genere. Tuttavia, Robert Redford riesce a evitare di cadere in questi scontati cliché, grazie all’alto tono di una protesta civile che risulta più che mai necessaria in questi tempi di struzzi e di bugiardi.

In generale il film ripaga ampiamente il prezzo del biglietto. Ciò nonostante, sia per il ritmo non sempre all’altezza della narrazione scenica che per l'asprezza del tema trattato, alcuni spettatori sono usciti dal cinema con un’aria velatamente perplessa. Da parte mia, però, non ho remore nel consigliarvi di andare al cinema a vedere “Leoni per agnelli”.

Come appare più che evidente, non sono certo un esperto di cinema. Quindi rimango aperto alle critiche, e ai suggerimenti, di tutti coloro tra voi che hanno visto questa pellicola e ritengono di avere qualcosa da aggiungere (oppure da correggere) in questa breve recensione.

Un caro saluto, GuruKonk.


Nota
(¹) instant movie: termine inglese che indica un film, solitamente di genere drammatico, ispirato a fatti di cronaca, sempre piuttosto recenti.


Grazie a G.Valerio per la generosa ispirazione.

sabato 5 gennaio 2008

I premi igNobel 2007


Qualche tempo fa, nella seconda edizione di “Ordinarie Follie”, vi avevo parlato della portentosa “Bomba Gay” progettata per l’esercito americano. In quel momento non ero al corrente che tale progetto fosse stato premiato con una sorta di “Anti-Nobel” per la pace. Ebbene sì, i lavori scientifici più strani ed improbabili ottengono, pure loro, un riconoscimento internazionale! So benissimo che la notizia è un po' vecchiotta, ma spero che mi perdonerete se la pubblico solo oggi...

Per il 17esimo anno consecutivo, sono stati consegnati durante una cerimonia a Cambridge gli IGNobel, una sorta di riconoscimento stile Nobel, che premia le ricerche più strampalate. Il tutto viene organizzato e ideato ogni anno dagli “Annali della Ricerca Improbabile“, una rivista scientifico-umoristica a cura dell’Università di Harvard.

Oltre alla “bomba gay”, il palmares 2007 delle ricerche più strampalate vanta numerose altre chicche degne di nota. Il riconoscimento nella sezione Alimentazione, ad esempio, è andato a Brian Wansink della Cornell University. A lui va il merito di aver studiato l'appetito apparentemente illimitato degli esseri umani, dando da mangiare a un certo numero di persone, utilizzate come cavie, una quantità illimitata di zuppa. Il segreto? L'aver utilizzato una sorta di “ciotola senza fondo” che si riempie in auomatico.

E ancora: l'inglese Brian Witcombe e l'americano Dan Meyer si sono aggiudicati l'IGNobel per la Medicina per aver studiato gli effetti collaterali dell'indigestione di spade, mentre Mayu Yamamoto dell'International Medical Center di Tokyo è stata premiata nella sezione Chimica per aver elaborato, attraverso una tecnica del tutto particolare, va detto, il metodo utile a estrarre vaniglia dallo sterco della mucca.

Singolare anche l'IGNobel per l'Economia: a trionfare è Kuo Cheng Hsieh di Taichung, Taiwan, che ha brevettato un meccanismo che permette di catturare i rapinatori di banca: si tratta di un dispositivo che fa cadere su di loro una rete cogliendoli in flagrante. L'IGNobel nella sezione Aviazione è andato invece a tre argentini per uno studio riguardante gli effetti del viagra sul recupero del fuso orario dei criceti. Fra le donne entrate a pieno diritto nel palmares 2007 anche l'olandese Johanna Van Bronswick, dell'università di Eindhoven, che si è distinta nella sezione Biologia per un censimento sugli organismi viventi che albergano nel letto:“i letti, la polvere e gli acari”, “la casa, il letto e gli insetti” e soprattutto ”organismi viventi nei materassi nei Paesi Bassi”.

I linguisti Lakshminarayanan Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell'Università di Barcellona sono stati premiati per aver dimostrato come dei malcapitati ratti a volte non riescano a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario. L'IGNobel per la Letteratura è andato a Glenda Browne di Blaxland per uno studio sull'articolo inglese “the”, mentre il premio per la Fisica è andato a uno studio su come si stropicciano le lenzuola.

Alla presenza di veri premi Nobel del calibro di Craig Mello (Medicina 2006), Roy Glauber (Fisica 2005) e William Lipscomb (Chimica 1976) e di un migliaio di spettatori in tutto, gli inventori degli strampalati brevetti non si sono certo sottratti al gioco. Sono saliti sul palco per ricevere il loro premio e hanno rispettato l'unica regola di base: sessanta secondi in tutto a testa per ringraziare. Pena l'essere interrotti da un bambino di otto anni che sbuffa ammettendo di annoiarsi a morte.

GuruKonk

mercoledì 2 gennaio 2008

Odio il mio WC!


Ah… un anno se n’è andato e un altro inizia baldanzoso, carico di promesse e di belle speranze. Sono sicuro che molti di noi ricorderanno il 2007 come un anno magico, durante il quale sono accadute molte cose meravigliose. Per altri, invece, l’anno appena finito avrà portato amarezze e brutture da dimenticare. Per questa ragione, ho voluto che il primo post dell’anno nuovo fosse leggero e simpatico. Se riuscirò a strapparvi almeno un sorriso, vorrà dire che lo scopo, almeno per oggi, potrà dirsi raggiunto.

Una signora, lo scorso mese d’agosto, era stata denunciata da un suo vicino perché, mentre si trovava nel proprio bagno di casa, urlava ed insultava il water. Il giudice della contea di Scranton, in Pennsylvania (USA), ha recentemente sentenziato ritenendo la donna, la signora Dawn Herb, innocente. Parlar male al bagno e ad altri elementi d’arredo, infatti, è lecito e non costituisce “pubblica offesa”.

La donna, adirata con il proprio WC in quanto intasato e maleodorante, aveva usato delle parole a dir poco colorite che avevano disturbato il vicino di casa, un poliziotto. Per il giudice distrettuale si è trattato di “un discorso protetto ai sensi del Primo Emendamento” della Costituzione americana, quello che si riferisce alla libertà d’espressione e di parola.

La signora Dawn, che ora ha appianato le divergenze con il suo bagno ma non quelle con il vicino, ha rischiato di pagare una multa di 300 dollari e di passare 90 giorni in galera.

La prossima volta che il vostro WC e qualche bizzoso elettrodomestico dovessero congiurare alle vostre spalle, rendendovi la vita impossibile, sappiate che sarete autorizzati ad insultarli liberamente! Di questa possibilità dovrete ringraziare un giudice americano, che ha saputo coraggiosamente dirimere la spinosa questione!

Mmmh…



Immagine tratta da
TicinoNews

lunedì 31 dicembre 2007

Buon anno a tutti voi!

Oggi avevo scritto un bel Post, breve ma sentito. Però mi sono accorto che l’argomento trattato (la prigione americana a Guantanamo Bay) non è per niente adatto al 31 dicembre. In questo giorno bisognerebbe solo pensare a festeggiare e a fare buoni propositi per l’anno che verrà.

Sì, lo so… alcuni di voi potrebbero trovare pacchiano, scontato e, addirittura, di cattivo gusto festeggiare lo scorrere del tempo; e vi devo confessare che una volta pure io la pensavo così. Ora il mio modo di vedere questa ricorrenza è drasticamente cambiato, proprio perché mi sono reso conto di come il tempo scorra sempre più velocemente.

Il 31 dicembre va festeggiato per essere grati al destino di aver potuto passare un altro anno con i nostri cari e, soprattutto, per augurarsi che anche nei prossimi dodici mesi avremo questa fortuna.

Questo giorno per me non è solo l’ultimo dell’anno, infatti oggi è il compleanno di un mio amico fraterno, che avete avuto modo di conoscere anche voi su questo blog: MysteXX.

Purtroppo questa volta non avrò l’occasione di fargli gli auguri di persona, quindi ho pensato ad una dedica un po’ particolare. Qualche anno fa ho letto una bella e singolare autobiografia di Paolo Villaggio, intitolata “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda”. In questo libro ho trovato una lettera d’augurio, indirizzata proprio a Villaggio, da parte di un suo grande amico: Vittorio Gassman.

Parafrasando (e modificando) un po’ quelle parole, ho scritto per MysteXX una dedica di buon compleanno che spero verrà apprezzata anche da chi non lo conosce.

La nostra è un’amicizia di frontiera:
qualche volta ci incontriamo al confine,
entrambi ricchi di solitudine vera
che l’uno all’altro rende caro e affine.

Tu ti presenti al dazio in carovana
con trentadue bauli colorati;
io ho una borsa piena di fogli appuntati:
e nessuno dei due paga dogana.

Un giorno, fratello, rifaremo un viaggio
con un bagaglio alfine unificato:
io userò il tuo rigore un po’ malato,
tu la fragilità del mio coraggio.


Naturalmente faccio a tutti coloro che leggeranno queste parole un sincero augurio di BUON ANNO! Spero che il 2008 vi porti salute, amore e felicità, e che tutti i vostri sogni più belli possano diventare realtà!

Un abbraccio, GuruKonk.

giovedì 27 dicembre 2007

Ordinarie follie (ediz. 3.07)


Ciao a tutti. Come vi avevo promesso, dopo due giorni di riposo (si fa per dire!) sono tornato ad occuparmi del Blog. La seguente corrispondenza si è svolta fra la direzione di un hotel di Londra e un suo cliente, tramite quei messaggi che si possono lasciare alle cameriere che si occupano della stanza. Alla fine, tutta la faccenda era divenuta talmente surreale che il direttore dell'hotel ha pensato di spedire la corrispondenza al Sunday Times, che l'ha poi pubblicata.

"Cara cameriera, la prego di non lasciarmi più le mini-saponette sul lavabo del bagno; mi sono portato da casa il mio sapone personale. Vogliate dunque riprendervi le 6 piccole saponette ancora fasciate che si trovano ora sul lavabo, e le 3 che si trovano nella doccia perché mi danno fastidio. Grazie di cuore."
S. Berman

"Caro cliente della camera 635, io non sono la cameriera titolare della sua camera; quella tornerà giovedì, dopo il suo giorno di riposo. Ho tolto le 3 saponette dell'hotel che si trovavano nella doccia come lei aveva chiesto. Quanto alle altre 6 che si trovano sul lavabo e che le davano fastidio, io le ho messe sulla scatola dei fazzoletti di carta nel bagno, nel caso lei cambiasse idea. Poi ho lasciato 3 saponette dentro l'armadietto dello specchio del lavabo, perché le istruzioni dell'albergo sono quelle di lasciare quotidianamente 3 saponette nelle stanze da bagno. Sperando di incontrare il suo gradimento."
Kathy, cameriera di stanza

"Cara cameriera, io spero che LEI sia la mia "vera" cameriera. Mi pare che Kathy non le abbia riferito ciò che le ho detto riguardo alle saponette dell'hotel. Quando sono rientrato in camera stasera, ho visto che avete aggiunto 3 saponette sul mio lavabo. Io devo trascorrere 15 giorni in questo hotel, e quindi mi sono portato da casa il mio sapone personale. E' per questo che non ho bisogno delle 6 saponette che si trovano sul lavabo. Mi ingombrano quando mi rado, quando mi lavo i denti, ecc. Vi sarò riconoscente se le porterete via."
S. Barman

"Caro signor Berman, il mio giorno di riposo è il mercoledì. Questo spiega perché mercoledì la cameriera della stanza che mi sostituiva ha lasciato le 3 saponette regolamentari che la direzione dell'hotel ci raccomanda di lasciare ogni giorno nei bagni. Io ho tolto le 6 saponette che vi le davano fastidio sul lavabo, e le ho messe nel portasapone della doccia, dove si trovava già il vostro sapone personale. Così ho messo il vostro sapone nell'armadietto dello specchio. Non ho ritirato le 3 saponette omaggio dell'hotel, e ho messe anch'esse nell'armadietto."
La sua cameriera di stanza incaricata, Dotty

"Caro signor Berman, L'assistente del Direttore, Mr. Kensedder, mi ha detto ieri che lei era scontento del servizio della vostra cameriera di stanza. Ve ne ho dunque affidata un'altra. Spero voglia accettare le nostre scuse per il disturbo che le è stato causato. Se avrà altre lamentele, non esiti a farmele personalmente. Potrà telefonarmi all'interno 1108, tra le 8h00 e le 17h00. Grazie."
Elaine Carmen, Concierge.

"Cara signora Carmen, mi è impossibile contattarla per telefono dopo il lavoro. Poiché parto da qui alle 7h45 e non rientro mai prima delle 17h30-18h00, lei comprenderà che mi è più facile parlare con l'assistente del direttore, Mr. Kensedder. Io avevo dunque contattato Mr. Kensedder per parlargli del problema delle saponette dell’hotel: la nuova cameriera di stanza che mi è stata data, ha probabilmente pensato che ero un nuovo cliente appena arrivato perché ha, anche lei, messo 3 saponette nel mio armadietto del bagno oltre le 3 lasciate quotidianamente nei bagni e che lei ha posato sul portasapone della doccia. Faccio notare che in 5 giorni passati nel vostro hotel, io ho accumulato ben 24 saponette! Perché mi perseguitate così?"
S. Barman

"Caro signor Berman, abbiamo detto alla sua cameriera di stanza Kathy di non lasciarle più saponette, e di togliere tutte quelle lasciate nel vostro bagno dalle cameriere precedenti. Per qualunque problema, non esiti a telefonarmi all'interno 1108 tra le 8h00 e le 17h00. Grazie."
Elaine Carmen, Concierge

"Caro signor Kensedder, ogni saponetta del bagno è stata portata via, compreso il MIO sapone personale! Sono rientrato molto tardi ieri sera, e sono stato obbligato a chiamare il portiere di notte, il quale mi ha portato 4 piccole salviette profumate per lavarmi..."
S. Berman

"Caro signor Berman, ho parlato con la nostra responsabile, Elaine Carmen, del suo problema riguardo al sapone. Non mi spiego come sia possibile che lei non abbia più sapone nel bagno, quando le nostre cameriere hanno precise istruzioni di lasciare sistematicamente 3 saponette d'hotel ogni volta che puliscono la stanza. Il problema deve essere immediatamente risolto. Voglia accettare le mie scuse per il disguido."
Martin L. Kensedder, Assistente del Direttore

"Cara signora Carmen, chi ha potuto lasciare 54 saponette nel mio bagno? E' ciò che ho trovato rientrando ieri sera nella mia stanza! Io non ho alcun bisogno di 54 saponette d'hotel. Al contrario, gradirei molto recuperare il mio sapone personale e il portasapone scomparsi.
Restituitemeli: è tutto quello che vi chiedo."
S. Berman

"Caro signor Berman, lei si è lamentato di avere troppo sapone nel suo bagno, e allora vi è stato levato. Poi lei si è lamentato con il signor Kensedder che i suoi saponi erano scomparsi; allora io ho rimesso a posto personalmente le 24 saponette che le erano state portate via e le 3 saponette che come cliente ha diritto di ricevere quotidianamente. Evidentemente la sua cameriera di stanza Kathy non sapeva che lei usava il suo sapone personale, allora anche lei ha riportato 24 saponette più le 3 quotidiane. Non capisco dove abbia sentito dire che l'hotel mette a disposizione dei clienti dei portasapone. Però io ho ugualmente, per accontentarvi, trovato per lei un portasapone in avorio che ho lasciato nella sua stanza da bagno."
Elaine Carmen

"Cara signora Carmen, Le allego questa piccola nota per tenerla aggiornata dell'ultimo inventario in corso. Al momento, io dispongo di: sul lavabo, sotto l'armadietto dello specchio: 18 saponette immagazzinate in 4 pile da 4 e una pila da 2. Sulla scatola dei Kleenex: 11 saponette in 2 pile da 4 e una pila da 3. Sul comodino: 3 salviettine profumate 8 saponette in 2 pile da 4, e 4 portasaponi in avorio. Nell'armadietto sul lavabo: 14 saponette in 3 pile da 4 e 1 pila da 2. Nel portasapone della doccia: 6 saponette, ora molto consumate. Sul lato nord-est del piatto doccia: 1 salviettina profumata, già utilizzata. Sul lato nord-ovest del piatto della doccia: 6 saponette in 2 pile da 3. Vorrei chiedere a Kathy di assicurarsi, ogni volta che ella rifarà la mia stanza, che le pile delle saponette siano ben in ordine e perfettamente spolverate. Voglio anche avvertirla che le pile composte da un numero di saponette superiori a 4 hanno la tendenza a crollare spontaneamente.
Mi permetto di suggerirvi di usare il davanzale della finestra della mia camera come futuro supporto delle saponette, avendo notato che non è stato ancora utilizzato. Infine un'ultima cosa; ho comprato un altro sapone con relativo portasapone. Per evitare nuovi malintesi, ho depositato questo materiale nella cassaforte dell'hotel."
S. Barman


E voi che ne dite? La veridicità dell’intera faccenda è stata garantita dal Sunday Times, in caso contrario avrei potuto pensare ad uno scherzo ben articolato. Il travaglio di Mr. Berman mi ha ricordato i personaggi della rubrica “Delitti esemplari”. Infatti alcuni di essi sono stati assaliti da furia omicida per molto meno…

Aspetto con ansia di leggere i vostri commenti. Un caro saluto a tutti.

GuruKonk


Nell'immagine un simbolo di Londra: il Big Ben.

lunedì 24 dicembre 2007

Buon Natale a tutti!

Cari amici, come potrete immaginare nei prossimi giorni avrò davvero poco tempo da dedicare al Blog. In effetti, la bellezza del Natale risiede proprio nel dedicarsi ad amici e familiari. Prima di salutarvi, però, vi devo ringraziare tutti di cuore: da quando ho aperto questo Blog sono venuto a contatto con persone gentili, simpatiche ed intelligenti che mi hanno stimolato e arricchito!
A tutti coloro che leggeranno queste parole voglio augurare uno splendido e meraviglioso Natale! Naturalmente tra qualche giorno spero di ritrovarvi tutti su queste pagine, nel frattempo vi lascio con una poesia che spero troverete adatta alla circostanza.

Ho sognato un Natale
di Stefano Monti

"Ho sognato un natale diverso,
un giorno nuovo,
senza guerre,
senza fame, senza ipocrisia.

Un Natale privo di sofferenza dove l'amore vinca sull'odio
e la vita sulla morte,
un natale in cui gli adulti guardino il mondo con gli occhi stupiti dei loro figli
e con essi inventino la vita.

Ho sognato un natale così bello da essere solo un sogno
dal quale non vorrei più svegliarmi.
Purtroppo il mio natale non esiste
ma è bello illudersi, anche solo per una notte, che sia realtà."


Un abbraccio e a presto, GuruKonk.

venerdì 21 dicembre 2007

La matematica delle scimmie


Ecco un nuovo elemento da aggiungere alla lista delle cose che ci legano al mondo animale, in particolare a quello delle scimmie. Anche loro infatti saprebbero contare, o comunque distinguere tra diverse quantità numeriche. Lo dimostra un esperimento condotto dai ricercatori della Duke University, secondo il quale i nostri parenti animali più prossimi avrebbero una sorprendente agilità mentale nel riconoscere numeri e fare piccole somme. Lo studio è stato condotto in curioso parallelo tra primati e studenti volontari, e i risultati ottenuti sono stati sorprendenti.

Nell'esperimento alle scimmie è stato chiesto di fare rapide addizioni mentali: il 79% degli animali ha risposto positivamente, contro il 91% degli studenti, cui era stato chiesto di fare la stessa cosa. Una differenza di percentuale irrisoria, che secondo gli scienziati americani suggerisce una comune propensione al calcolo.

"E' noto che gli animali sanno riconoscere le quantità, ma la vera sorpresa sta nella loro capacità di realizzare calcoli matematici come l'addizione", ha spiegato Jessica Cantlon, ricercatrice al Centro di Neuroscienza Cognitiva della Duke University "la nostra ricerca dimostra proprio questo".

Lo studio, pubblicato sulla rivistaPublic Library of Scienze Biology“, arriva poco tempo dopo quello di un gruppo di ricercatori giapponesi, che ha dimostrato come i giovani scimpanzé abbiano una memoria di breve termine migliore di quella dei loro colleghi studenti. L'indagine americana però si è spinta oltre, dimostrando che i primati possono non solo analizzare l'informazione, ma anche riprodurla. Inoltre, secondo gli studiosi, l'aritmetica potrebbe essere parte integrante del nostro comune passato evoluzionistico.

L'esperimento.
I giovani primati, sottoposti ad esperimenti mnemonici, hanno dimostrato di essere in grado di ricordare brevi modelli matematici apparsi in successione su uno schermo di computer, meglio dei loro “rivali” umani. Nell'esperimento, condotto dai ricercatori della Duke University, le scimmie e gli studenti sono stati messi davanti a un computer che mostrava due file di punti in successione.

La schermata successiva conteneva due scatole, l'una con la somma esatta dei due blocchi di punti, l'altra con un numero diverso. Le scimmie (e così anche gli studenti) dovevano rispondere indicando la somma esatta tra le due. Solo che, a differenza dei "colleghi" umani, venivano ricompensate con una bevanda zuccherata per ogni risposta esatta; agli studenti invece era stato chiesto di non contare ad alta voce i puntini.

I risultati.
Tanto i ragazzi che le scimmie hanno fornito le risposte in un secondo circa: e questo è solo l'inizio di una serie di similitudini. Entrambi infatti hanno impiegato più tempo e fatto più errori quando nelle due scatole da selezionare c'erano cifre simili.

E' quello che noi chiamiamo effetto proporzione“ ha spiegato la Cantlon “ma ciò che è sorprendente è come entrambe le specie subiscano l'effetto-proporzione nelle stesse modalità”.

Secondo gli studiosi americani, dunque, tutto ciò rientrerebbe in una capacità aritmetica cosiddetta “non verbale”. L'addizione infatti è una operazione matematica che implica due o più rappresentazioni quantitative (gli addendi) combinate per formare una nuova rappresentazione (la somma). Questa abilità sarebbe connessa alla capacità umana di esprimersi tramite il linguaggio.

Questo esperimento, invece, dimostrerebbe l'esistenza di una capacità addizionale “non verbale”, vale a dire intuitiva, che i primati hanno dimostrato di avere in più occasioni, all'interno della Duke University.

Messi di fronte a 2 file di 4 limoni, infatti, hanno imparato a riconoscere la quantità stabilita di 8 frutti. Tanto da rimanere in attesa, di fronte ad una fila di soli quattro. Quasi come a dire: quando arrivano gli altri limoni?

Bene, anzi benissimo. Mi chiedo solo una cosa: i risultati di questo senz’altro lodevole esperimento, a cosa serviranno? Finora sono di certo serviti alla popolarità della dottoressa Jessica Cantlon. Spero davvero che anni di studi su queste scimmie (tenute in anguste gabbie) possa permettere alla scienza e all’umanità di fare importanti passi avanti.

Personalmente ho qualche piccolo dubbio…