
Non è la prima volta. La stampa tedesca ogni tanto si “diverte” a fare la predica all’amato (e forse odiato) Bel Paese fin dai tempi della celebre copertina di “Der Spiegel”, che mostrava un piatto di spaghetti “condito” con una Walther P38. Questa volta, però, l’attacco della “Sueddeutsche Zeitung” è di precisione. Un elenco scientifico di manchevolezze che ha come unica nota positiva quella di rispondere allo spirito dei tempi. In omaggio alla nuova cortesia fra governo e opposizione, si tratta infatti di un biasimo totalmente “bipartisan”. Insomma, sono legnate per tutti!
“Cosa ci arriva dall’Italia di oggi?”, si chiede dunque retoricamente il giornalista che firma l’articolo, Gustav Seibt. E comincia a elencare: “Vediamo dal Senato immagini dove vecchi signori fanno a cazzotti e poi innaffiano il tappeto rosso con il prosecco. L’oppositore più importante è un comico grasso che fa battute “ad personam”. E il problema più urgente è l’incapacità della grandi amministrazioni di togliere l’immondizia dalle strade”.
Non che i privati cittadini siano del tutto innocenti. La progressista e illuminata “Sueddeutsche” stenta visibilmente a giustificare quelli che usano i luoghi più belli dell’Italia come “discariche private”, lasciando per strada televisioni, materassi e frigoriferi.
Il calcio è occasione per l’unico punto di contatto, di cui francamente si potrebbe pure fare a meno: “Gli hooligan italiani sono altrettanto razzisti e pronti alla violenza dei loro colleghi di Sassonia o Brandeburgo”, scrive il quotidiano di Monaco di Baviera.
In più, il calcio italiano è “una grande macchina per far soldi” e i suoi protagonisti si fanno ingaggiare come “modelli di biancheria intima, testimonial di un sessismo disinvolto”. Del resto di che lagnarsi se lo stesso capo di governo si fa notare per il suo “primitivo modo di abbordare” le donne?
Una nazione davvero misera, quella dipinta dal quotidiano tedesco. Nazione, oddio, forse ancora per poco. Perché c’è infine una fondamentale “mancanza di solidarietà nella società italiana”, che mette a rischio la coesione dell’Italia stessa. Il problema è riassunto nel titolo che riprende una citazione di Rudolf Borchardts, scrittore e traduttore di Dante in tedesco: gli italiani sono “rozzi nell’animo”.
E rozza è la cultura che esprimono “Il neo-sindaco di Roma, crede di poter attirare l’attenzione minacciando di demolire l’unica opera contemporanea riuscita nel centro città, il museo dell’Ara Pacis di Richard Meier”, osserva il giornalista. Chiedendosi come abbia fatto l’esponente di un partito post-fascista più a destra di Joerg Haider a conquistare la Capitale, mentre Silvio Berlusconi è stato “eletto per la terza volta, alla luce del giorno, nonostante gli insuccessi, le promesse non mantenute e gli imbrogli creati per suo unico vantaggio”.
Infine, “sono lontani più di un decennio i tempi in cui le librerie tedesche erano piene di opere di scrittori e storici italiani e quando nomi come Umberto Eco o Carlo Ginzburg influenzavano il dibattito”. Ora, secondo il quotidiano, la maggior parte dei libri che vengono pubblicati da Wagenbach, editore molto importante per gli autori italiani in passato, provengono dalla Spagna o dal Sudamerica. Per non parlare poi del cinema italiano: gli unici film che arrivano all’estero sono “i lamenti del simpatico Nanni Moretti”.
Ecco. Cosa si salva per il quotidiano tedesco? Le spiagge. Ma forse non hanno indagato a fondo…
Non so come concludere un Post del genere. Come già sapete non sono italiano, ma ho un amore immenso per la cultura italiana. Per questo motivo, dover ammettere che alcune critiche della “Sueddeutsche Zeitung” sono fondate mi costa molto. Molti aspetti sollevati dal giornalista tedesco sono eccessivamente severi e nascono (a mio parere) da una visione un po’ distorta e stereotipata dell’Italia: come l'affermazione che “gli italiani sono rozzi nell’animo”! Credo però che valga la pena di riflettere sulle critiche che, invece, hanno colto nel segno. Che l’Italia non stia passando il suo periodo di maggior splendore credo sia visibile a tutti, per questa ragione ritengo sia utile ascoltare le altrui censure (anche se dolorose) per gettare le basi di un necessario risorgimento.
Con immenso affetto, GuruKonK.
“Cosa ci arriva dall’Italia di oggi?”, si chiede dunque retoricamente il giornalista che firma l’articolo, Gustav Seibt. E comincia a elencare: “Vediamo dal Senato immagini dove vecchi signori fanno a cazzotti e poi innaffiano il tappeto rosso con il prosecco. L’oppositore più importante è un comico grasso che fa battute “ad personam”. E il problema più urgente è l’incapacità della grandi amministrazioni di togliere l’immondizia dalle strade”.
Non che i privati cittadini siano del tutto innocenti. La progressista e illuminata “Sueddeutsche” stenta visibilmente a giustificare quelli che usano i luoghi più belli dell’Italia come “discariche private”, lasciando per strada televisioni, materassi e frigoriferi.
Il calcio è occasione per l’unico punto di contatto, di cui francamente si potrebbe pure fare a meno: “Gli hooligan italiani sono altrettanto razzisti e pronti alla violenza dei loro colleghi di Sassonia o Brandeburgo”, scrive il quotidiano di Monaco di Baviera.
In più, il calcio italiano è “una grande macchina per far soldi” e i suoi protagonisti si fanno ingaggiare come “modelli di biancheria intima, testimonial di un sessismo disinvolto”. Del resto di che lagnarsi se lo stesso capo di governo si fa notare per il suo “primitivo modo di abbordare” le donne?
Una nazione davvero misera, quella dipinta dal quotidiano tedesco. Nazione, oddio, forse ancora per poco. Perché c’è infine una fondamentale “mancanza di solidarietà nella società italiana”, che mette a rischio la coesione dell’Italia stessa. Il problema è riassunto nel titolo che riprende una citazione di Rudolf Borchardts, scrittore e traduttore di Dante in tedesco: gli italiani sono “rozzi nell’animo”.
E rozza è la cultura che esprimono “Il neo-sindaco di Roma, crede di poter attirare l’attenzione minacciando di demolire l’unica opera contemporanea riuscita nel centro città, il museo dell’Ara Pacis di Richard Meier”, osserva il giornalista. Chiedendosi come abbia fatto l’esponente di un partito post-fascista più a destra di Joerg Haider a conquistare la Capitale, mentre Silvio Berlusconi è stato “eletto per la terza volta, alla luce del giorno, nonostante gli insuccessi, le promesse non mantenute e gli imbrogli creati per suo unico vantaggio”.
Infine, “sono lontani più di un decennio i tempi in cui le librerie tedesche erano piene di opere di scrittori e storici italiani e quando nomi come Umberto Eco o Carlo Ginzburg influenzavano il dibattito”. Ora, secondo il quotidiano, la maggior parte dei libri che vengono pubblicati da Wagenbach, editore molto importante per gli autori italiani in passato, provengono dalla Spagna o dal Sudamerica. Per non parlare poi del cinema italiano: gli unici film che arrivano all’estero sono “i lamenti del simpatico Nanni Moretti”.
Ecco. Cosa si salva per il quotidiano tedesco? Le spiagge. Ma forse non hanno indagato a fondo…
Non so come concludere un Post del genere. Come già sapete non sono italiano, ma ho un amore immenso per la cultura italiana. Per questo motivo, dover ammettere che alcune critiche della “Sueddeutsche Zeitung” sono fondate mi costa molto. Molti aspetti sollevati dal giornalista tedesco sono eccessivamente severi e nascono (a mio parere) da una visione un po’ distorta e stereotipata dell’Italia: come l'affermazione che “gli italiani sono rozzi nell’animo”! Credo però che valga la pena di riflettere sulle critiche che, invece, hanno colto nel segno. Che l’Italia non stia passando il suo periodo di maggior splendore credo sia visibile a tutti, per questa ragione ritengo sia utile ascoltare le altrui censure (anche se dolorose) per gettare le basi di un necessario risorgimento.
Con immenso affetto, GuruKonK.
Articolo originale della “Sueddeutsche Zeitung”
Nell'immagine: un bel ricordo del Mondiale di calcio del 2006.








