domenica 9 marzo 2008

L'occhio sul male (no. 2)


Come molti mi hanno chiesto negli scorsi giorni, è giunto il momento di pubblicare la seconda parte di “L’occhio sul male”, la rubrica dedicata all’inquietante mondo dei “serial killer”. Nella prima edizione abbiano chiarito i parametri che distinguono un omicida seriale dai “mass murderer” e dagli “spree killer”. Come forse ricorderete, siamo anche riusciti a suddividere i “serial killer” nelle cinque categorie principali. Naturalmente, invito chi fosse interessato ad andare a rileggere “L’occhio sul male (no. 1)”, in modo da poter cogliere i riferimenti inseriti in questo nuovo Post. Oggi parleremo di una caratteristica che definirei “trasversale” di molti omicidi seriali: il cannibalismo. Questa pratica terribile e spietata ha accompagnato l’azione di molti “serial killer” indipendentemente dalla loro categoria di appartenenza. Tuttavia alcune statistiche dell’FBI sembrano propendere per una maggioranza di “power control” cannibali, rispetto alle altre quattro tipologie.

Come già avevo fatto con la prima edizione di questa rubrica, ho cercato di rendere la documentazione raccolta la meno cruda possibile, anche se non escludo che per qualcuno possa essere comunque impressionante.


Cannibalismo: uno sguardo nell’abisso

Come forse molti di voi già sapranno, il termine “cannibalismo” deriva dalla parola “canìbales” nome spagnolo dei “caribi”, un gruppo di indiani d'America presunti antropofagi. Come definire il cannibalismo? Una perversione, una degenerazione, una strana pratica nutritiva, o un’usanza radicata in popoli primitivi? Perché alcuni uomini mangiano carne umana?

In passato il cannibalismo era praticato come una sorta di rituale magico durante le battaglie. Dopo un duello, una lotta, o una battaglia tribale, il guerriero vincitore usava mangiare parti del suo avversario sconfitto, per assumere, incorporare e interiorizzare le sue abilità: forza, astuzia, coraggio. Quindi, il cannibalismo aveva una funzione prettamente simbolica, nella sua assoluta asprezza.

Simboliche non erano le azioni di Hannibal Lecter (lo psichiatra antropofago nato dal talento di Thomas Harris) che è solo il personaggio cinematografico ma probabilmente rende splendidamente l'idea del cannibalismo e di ciò che esso implica. La figura misteriosa, inquietante e per molti versi estremamente affascinante del dottor Lecter si propone ai nostri occhi come il prototipo del cannibale: sconvolgente nella sua lucida insania. Ma in realtà non possiamo certo affermare che i “cannibali reali” siano come probabilmente li abbiamo visualizzati nel nostro immaginario, ovvero come Hannibal Lecter.

Ma la questione non è questa. Al di là di ogni possibile giudizio morale o etico quello che più mi preme è sapere il perché, ovvero quali sono, se ci sono, i desideri, le passioni, le brame ingovernabili ed inarrestabili che spingono ad uccidere, sezionare e mangiare degli esseri umani.

Uno dei primi serial killer cannibali documentato dalla storia è Gilles De Rais, compagno d'armi di Giovanna D'Arco, che tra una battaglia e l'altra dava sfogo all'impulso di rapire, uccidere, sezionare, e poi mangiare dei bambini innocenti!

A questo punto, per addentrarci nel vivo del problema è bene fare un po’ di cronaca, premettendo che la Russia si è rivelata (negli ultimi anni) un terreno fertile per questa orribile pratica. Infatti, nelle campagne russe il cannibalismo è diventato quasi un modo di vivere, con tutte le drammatiche conseguenze che tutto ciò comporta.

Nel 2006 si suppone che almeno trenta persone siano state mangiate (tra le quali molti vagabondi) e i cui “pezzi restanti” sono stati venduti al mercato ad ignari clienti. Nello stesso anno in Siberia un uomo è stato arrestato per aver riempito i “pelmeny” (il corrispondente russo dei nostri ravioli) con la carne di un suo amico. Ancora, ad un altro uomo, un abitante di S. Pietroburgo piaceva marinare i pezzi scelti con delle cipolle, messi poi fuori dalla finestra in un sacchetto di plastica. Quando la polizia entrò a forza nella sua casa, trovò delle bottiglie piene di sangue, e orecchie seccate penzolanti dal muro, erano le sue provvigioni per l'inverno. Una cosa davvero orribile.

Tra i più famosi ed industriosi cannibali russi c'è però Nikolay Dormangaliev, che si pensa abbia ucciso fino a 100 donne e le abbia servite poi per cena ai suoi amici! Oppure ancora, un vagabondo che si barcamenava fra le strade di una cittadina russa veniva nutrito occasionalmente da alcuni suoi compagni che gli servivano carne umana. Quando seppe cosa aveva mangiato si impiccò in preda alla disperazione.

Un altro episodio, non meno inquietante, si è verificato in un tranquillo paesino situato su un affluente del Volga, dove Svetlana Dalbulina (36 anni) e Dimitri Bezrudnov (28) dopo una notte trascorsa a bere decisero di mangiare della carne. Notarono che tra i loro compagni magrolini ve n’era uno un po’ più grasso. Lo portarono in cucina e lo tagliarono a pezzi. Risvegliato da uno strano odore di carne che cuoceva sul fuoco, un loro compagno di stanza Alexei Kutzmanov partecipò al macabro “banchetto”, notò che la carne era un po’ dura ma subito lo rassicurarono. Purtroppo quello che lui non sapeva era che quella “carne un po’ dura” che stava degustando era quella di suo fratello Leonid. Svetlana Dalbulina e Dimitri Bezrudnov furono arrestati e condannati al carcere a vita in una prigione siberiana.

Specialisti delle forze di sicurezza di Mosca affermano che il “sapore” di carne umana è molto particolare ed ha un odore ben preciso quando viene cucinata. Il sapore della vittima dipende dalla vittima stessa: se ha bevuto, fumato troppo, se mangiava caramelle o se preferiva il salato al dolce.

Senza dubbio tutto ciò è terribilmente raccapricciante e mi scuso con chi l’avesse trovato eccessivamente impressionante. Purtroppo bisogna dire che sono ancora numerosi gli atti di cannibalismo venuti a galla in Russia, tuttavia vi risparmio i particolari degli altri casi che ho raccolto.

Alcuni cannibali si sono difesi parlando di povertà, di bisogno e di vari stati di necessità. Queste spiegazioni potrebbero essere considerate rilevanti, se bastasse il fatto che in Russia effettivamente le condizioni di vita di alcune categorie di persone sono ben al di sotto della soglia di povertà. Tuttavia rimane il fatto che mangiare carne umana significa soprattutto uccidere e sezionare delle persone e utilizzare la fame come giustificazione non è certo sufficiente per venire sollevati dalle proprie responsabilità. Ci si può sfamare in altri modi anche se si è poveri, infatti non è inusuale che tra i ceti molto poveri si finisca per cibarsi anche con animali randagi (cani, gatti, piccioni). Quindi, credo che appaia chiaro a tutti che debba per forza esistere una sorta di meccanismo perverso alla base di questi casi di cannibalismo.

Cambiamo prospettiva. Come ricorderete, qualche anno fa fu girato un film, tratto da una storia vera, dal titolo “Alive” (sopravvissuti). Si trattava di un aereo caduto sulle Ande i cui superstiti furono costretti dalla “necessità” a mangiare i corpi dei loro compagni morti per continuare a sopravvivere. Essi erano realmente spinti dal bisogno: in primo luogo non avevano ucciso gli esseri umani che poi hanno dovuto mangiare, secondariamente non hanno provato del “piacere sadico” nel mangiarli ed infine non c’era realmente altro di cui sfamarsi, nient’altro davvero.

Non è nemmeno esauriente parlare di tradizioni culinarie locali, come in alcuni paesi orientali dove, ad esempio, un piatto prelibato e caratteristico è purtroppo il cane; e neppure della consuetudine di utilizzare gli insetti come fonte di proteine. Qui parliamo di uomini.

Autorevoli studi accademici affermano che nei “serial killer cannibali gli impulsi primordiali, normalmente presenti nella mente di ogni essere umano, si ingigantiscono fino a divenire patologici”. Questo comportamento diviene irrefrenabile ed ha la stessa radice di un qualsiasi comportamento affettivo, che mentre nella persona “normale” si esaurisce in un bacio o in morsetti affettuosi, in un individuo con disordini psicologici diviene un fatto da “vivere fino in fondo, totalmente. Fino alle estreme conseguenze!”.

Un altro cannibale (tristemente noto) è passato alla storia come il mostro di Milwaukee: Jeff Dahmer. Di questo individuo avevo già accennato nella prima edizione di “L’occhio sul male” ed è uno dei più violenti “serial killer” mai documentati. Egli stesso affermò durante il processo che mangiare i cadaveri gli dava “un senso di totale controllo e aumentava l'eccitazione sessuale. Inoltre potevo fare con loro tutto quello che volevo, senza limiti e senza freni!”.

Questa terribile affermazione potrebbe ricollegarsi, in un certo senso, alla “pulsione di appropriazione” (tipica del sadismo) individuata da Sigmund Freud: mangiare potrebbe significare appropriarsi totalmente dell’altro. Naturalmente non sono un esperto in materia e sono pronto e ricevere qualsiasi correzione in merito.

Nel comportamento del cannibale l’appagamento di un desiderio, restato latente ed esasperato, diventa l'unica modalità di rapporto con gli altri. È interessante notare come le pratiche “cannibaliche” viaggino su un binario parallelo alle perversioni sessuali. Vi è davvero una forte analogia. Carattere principale delle perversioni è l'eccitazione sessuale raggiunta esclusivamente mediante determinate pratiche (col feticcio nel feticismo, subendo dolore nel masochismo, provocando sofferenza nel sadismo, ecc.).

Quindi l'affermazione di Jeff Dahmer “aumentava l'eccitazione sessuale” fa pensare proprio ad una sorta di perversione. Questo potrebbe in un certo senso giustificare il modus operandi dei “serial killer” cannibali. Infatti essi agiscono spesso presi da raptus incontrollabili, come se non fossero loro ad operare realmente la perversione.

Nella totalità dei “serial killer” vi sono due modi differenti di operare: alcuni in genere progettano e uccidono con estrema rapidità, mentre altri sono violenti, efferati e molto più sadici. Nel caso di questi ultimi, sembrano quasi spinti da un qualche tipo di estrema alterazione: adescano la vittima in maniera casuale e dopo averla massacrata si accaniscono sul corpo distruggendolo. I “serial killer” cannibali per le caratteristiche già citate sopra, sembrano proprio appartenere a questa seconda categoria: agiscono presi da raptus.

Tengo molto a precisare che queste ipotesi potrebbero essere valide per Jeff Dahmer, ma non è detto che valgano per la totalità dei “serial killer” in quanto (come affermano gli esperti di psicologia) “ogni uomo è diverso da un altro e quello che può essere valido a livello psicologico per un soggetto potrebbe non esserlo per un altro”.

Altro quesito interessante sarebbe scoprire se, oltre a questi meccanismi psicologici, ve ne siano altri di tipo biologico per spiegare il cannibalismo. Secondo studi americani sui “serial killer” alla base del cannibalismo ci possono essere disfunzioni dell'ipotalamo, una regione del cervello che regola l'attività sessuale, l'umore e le funzioni di base come mangiare e bere.

Il cannibalismo sarebbe dunque causato da uno squilibrio ormonale che determina l'incapacità del cervello di misurare le proprie emozioni? E’ molto difficile fare una simile affermazione. Infatti questa ipotesi non appare sufficientemente solida, in quanto non è per nulla assodato che tutti i “serial killer” cannibali abbiano questo tipo di disfunzione e, rovesciando l’equazione, che chi abbia questa disfunzione sia un “serial killer” cannibale.

Gli interrogativi sono ancora tutti aperti per un argomento così complesso ed inquietante, fatto sta che impulsi e fantasie sul cannibalismo fanno parte della struttura profonda della psiche umana, insomma per buttarla sull'ironia siamo tutti un po’ cannibali e ora forse la frase “ti mangerei di baci” suona un po’ inquietante!

Vi ringrazio per avermi prestato attenzione anche oggi. Naturalmente, se questo Post fosse risultato troppo crudo e impressionante, mi scuso con tutto il cuore. Vi garantisco che è risultato difficile “smussare gli angoli” parlando di un argomento così delicato.

Vi anticipo che, per motivi personali, nella giornata di domani non sarò molto probabilmente in grado di pubblicare un nuovo Post. Spero che vorrete perdonare questa mia mancanza.

Con tanto affetto, GuruKonK.



Nell’immagine: “Cannibalismo d'autunno” di Salvador Dalì


Fonte dei dati: E.Zagarolo, a cui vanno i miei ammirati ringraziamenti!

sabato 8 marzo 2008

Drunkoressia


Un caro saluto a tutti gli amici del Blog. Nel Post che ho pubblicato ieri si parlava, tra le altre cose, di un nuovo disturbo alimentare che negli USA sta mietendo vittime tra le “teenagers”. I giornali americani hanno inventato il termine “drunkoressia” per definire una patologia non ancora ufficialmente riconosciuta dalla comunità medica, anche se risulta attualmente in osservazione. Ho ricevuto delle e-mail (grazie “Jack-Jack” per i consigli!) che mi chiedevano di approfondire questo argomento con un nuovo Post. Naturalmente cerco di soddisfare ed assecondare queste richieste con il massimo piacere e invito altri lettori a segnalarmi dei temi interessanti da trattare sul Blog!

Nella preparazione dell’edizione di ieri delle “Ordinarie follie”, avevo già scritto un intero Post dedicato alla “drunkoressia”. Purtroppo non sono stato abbastanza lungimirante per capire che questo argomento potesse suscitare un vostro così marcato interesse ed avevo finito per pubblicarne solo una piccola parte. Vista la mancanza di ieri, non mi rimane che pubblicare l’intero documento.


Drunkoressia: una nuova minaccia!

Ubriache e magre da morire: medici e famiglie negli USA sono in allarme per un nuovo disturbo alimentare che si aggiunge ai mille volti dell’anoressia. Il “New York Times” punta i riflettori su quella che i medici USA chiamano “drunkoressia”: la variante letale di chi smette di mangiare per poter bere di più (“drunk” in inglese, viene tradotto con “ubriaco”). Gli esperti di disordini alimentari hanno creato nuovi termini per definire le varie forme attraverso le quali il disagio dinnanzi al cibo diviene malattia: la “ortoressia”, ad esempio, in cui l’ossessione maniacale per gli alimenti sani porta rapidamente a smettere di mangiare. La “manoressia” (da “man”, uomo) è invece un tipo di anoressia maschile, di cui ha confessato essere stato vittima l’attore Dennis Quaid.

Ci sono donne che hanno il terrore di mettere un chicco d’uva in bocca ma non esitano a bere alcolici in grande quantità”, ha constatato Douglas Bunnell, direttore del Renfrew Center, una clinica privata per la cura dei disordini alimentari a Philadelphia.

È un fenomeno che Bunnell (tra l’altro ex presidente dell’Associazione Nazionale contro i Disordini Alimentari) ha riscontrato in molte ragazze: “L’ossessione per la magrezza, combinato con l’esempio di celebrità come Paris Hilton, Linsdey Lohan e Britney Spears fa sì che molte lo considerino un normale stile di vita, se non addirittura un trend alla moda”.

Una dieta del tipo “Slim Fast”, solo più divertente (secondo alcuni!), fino a quando le conseguenze del cocktail di abuso di alcol e diete estreme non comincia ad avere un costo pesantissimo per la salute.

Drunkoressia” non è ancora un termine medico ufficiale, ma si basa su un crescente numero di casi clinici di donne che si affamano per tutto il giorno per bilanciare le calorie che ingurgiteranno la sera sotto forma di alcolici.

Secondo uno studio citato di recente dalla agenzia ANSA, il 30% delle ragazze americane in età da college (quindi quasi una su tre!) è pronto a ridurre drasticamente quanto mette nel piatto pur di poter bere liberamente la sera con gli amici.

Le ragazze anoressiche e le bulimiche tradizionalmente evitano l’alcol come fosse la peste, a causa dell’alto contenuto calorico di vino, birra e superalcolici. Tuttavia alcune di loro cedono al bere perché un bicchierino calma l’ansia di dover mangiare oppure perché allevia il senso di colpa di aver mangiato troppo. Nei casi più gravi l’alcol diventa addirittura l’unica fonte di calorie della giornata! C’è poi chi beve e vomita: con l’alcol, sostengono gli esperti di disordini alimentari, è molto più facile liberarsi dal cibo ingerito. Ma dai?

Tra le varie le testimonianze raccolte e raccontate dal “New York Times” c’è quella di Judy Van de Veen, oggi 36 anni, che è diventata anoressica a 24 anni dopo essere stata bulimica a partire dai 16. Da bulimica Judy riusciva a mangiare un intero pacco di cereali da colazione per poi vomitarlo completamente. L’altra sua “attrazione fatale” erano pizza e cibi da “fast food”, con i quali era solita riempirsi lo stomaco prima di “liberarsi”.

Questa ragazza riusciva a spendere una media di 80 dollari al giorno per il cibo che avrebbe poi finito per vomitare. Dopo essere stata in cura sembrava guarita; purtroppo, poco tempo dopo, ha cominciato a fare uso di alcol e, per il timore di ingrassare troppo, ha smesso di mangiare. Quando il suo corpo si “ribellava” e costringeva Judy a mangiare, la ragazza si imbottiva di lassativi oppure praticava ore di intensa attività fisica che, nelle sue condizioni, risultavano oltremodo stremanti e debilitanti.

Una vita d'inferno. Ho cominciato a stare meglio quando mi sono iscritta ad un gruppo di “auto-aiuto” per smettere di bere. Ho ancora qualche problema con il cibo, ma negli ultimi due anni ho avuto una bimba che oggi ha 14 mesi ed ora sono incinta del mio secondo figlio. Avere loro e dovermene prendere cura mi aiuta a tenere un approccio al cibo più equilibrato e a lottare per una vita migliore”, ha dichiarato Judy Van de Veen al giornalista del “New York Times”.

Spero che questo Post abbia soddisfatto gli amici e le amiche che mi avevano chiesto di occuparmi della “drunkoressia”. Invito nuovamente tutti voi a segnalarmi gli argomenti di vostro interesse, sarò più che felice di dedicarvi un Post.

Vi ringrazio di cuore per la vostra attenzione e il vostro affetto.

Un abbraccio, GuruKonK.



Fonte dati: “Cocktail in hand”, di K. Starving, (New York Times 2 Marzo 2008)


Nell'immagine: quale preferite?

venerdì 7 marzo 2008

Ordinarie follie (ediz. 7.08)


Un saluto a tutti. Oggi torna “Ordinarie follie”, una delle rubriche più amate del Blog, perlomeno a giudicare dai fantastici commenti che siete soliti inserire. Come sempre, le news del giorno spazieranno tra i temi più disparati. Per prima cosa vi racconterò come nella Seconda Guerra Mondiale una sensitiva fu arrestata per spionaggio, in base ad una “Legge sulla stregoneria” del ‘700. Dagli USA arriva un nuovo allarme relativo ai disturbi alimentari delle teenager: dopo anoressia e bulimia adesso è la “drunkoressia” a mietere vittime.

Poi scopriremo come un giovane imprenditore inglese, con la passione per gli aerei, sia riuscito a procurarsi un vero caccia utilizzato nella guerra per le Falklands. Per concludere non poteva mancare il solito ladro che, nonostante un’invidiabile “arguzia”, è stato arrestato a causa di una sua “leggerezza” a dir poco surreale.

Medium di guerra
L’incrociatore “Barham” fu affondato alla fine del 1941 dai tedeschi, ma il comando inglese non rivelò la notizia, perché temeva che avrebbe abbattuto il morale delle truppe e della popolazione. Tuttavia, con grande sorpresa dello stato maggiore, la notizia trapelò lo stesso dopo pochi giorni, quando la medium Helen Duncan disse ai genitori di un marinaio che aveva visto in sogno il loro figlio, e che gli aveva detto che la nave era affondata.

Per aver rivelato questi segreti militari, la signora Duncan fu arrestata in base alla “Legge sulla Stregoneria” del 1735, e fu l’ultima donna condannata alla prigione come strega dai tribunali del Regno Unito. Rimase in prigione nove mesi.

Negli scorsi giorni, la famiglia ha fondato un comitato con cui chiede il perdono ufficiale del governo per questo arresto (che considerano ingiusto ed arbitrario) per quanto sostengano anche che i “poteri” della donna fossero del tutto reali e che non vi fosse nessun tipo di “trucco”.

Ubriache e scheltriche
Ubriache e magre: medici e famiglie negli USA sono in allarme per un nuovo disturbo alimentare che si aggiunge ai problemi generati dall'anoressia e dalla bulimia. Il New York Times punta oggi su quella che i medici USA chiamano “drunkoressia”: la variante letale di chi smette di mangiare per poter bere di più. L'ossessione per la magrezza combinata con l’attrazione verso gli alcolici può davvero rappresentare un mix letale. Purtroppo l'esempio di celebrità come Paris Hilton e Britney Spears ha fatto in modo che molte ragazze considerino la “drunkoressia” come un normale stile di vita.

Caccia all’asta su eBay
Sul sito di aste on-line più famoso del mondo è possibile proprio trovare di tutto. Un imprenditore inglese con la passione per gli aerei ha acquistato un “caccia” usato nel conflitto delle Falklands. Si tratta di un “Sea Harrier ZX494” ed è costato al suo nuovo proprietario “solo” 14.000 euro. Unico neo il velivolo non potrà volare: il motore e l'apparecchiatura tecnologica sono infatti stati smontati.

Avevo 14 anni quando scoppiò la guerra e guardavo ogni sera il telegiornale per vedere questi aerei”, ha commentato l'acquirente. Una vera passione culminata adesso nell'acquisto: “Quando l'ho visto su eBay non mi sono lasciato sfuggire l'occasione”, ha detto raggiante Neil Banwell, 39 anni.

Il Sea Harrier, equipaggiato con due cannoni da 30 millimetri, si trova ora in un hangar presso la sua residenza di Wedmore, nel sud del Paese.

Ladro arguto
Era un rapinatore decisamente pasticcione quello che ha assaltato un negozio a Des Moines (Iowa) la settimana scorsa, portandosi via poche centinaia di dollari. Durante la fuga il ladro si è liberato della giacca e del cappello. Purtroppo per lui, in una tasca della giacca aveva lasciato il suo modello W-2, l’equivalente americano dei nostri formulari per la dichiarazione dei redditi. Difficile lasciare più dati su di sé di così, ed infatti il rapinatore è stato identificato immediatamente: si trattava di un 25enne con altri precedenti per rapina.


Vi ringrazio per l’attenzione e rimango in attesa dei vostri graditissimi commenti! Come d’abitudine vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Con affetto, GuruKonK.

giovedì 6 marzo 2008

Il Mystico Giudizio no. 8


C’è qualcuno tra di voi che non ha mai sentito parlare di John Holmes? Credo proprio di no. “Mister 30 centimetri”, come veniva chiamato, si è fatto ricordare non solo grazie alle migliaia di pellicole “hard” che l’hanno visto protagonista. La vita di questo ragazzone (nato nelle campagne dell’Ohio) è stata purtroppo devastata dall’alcol e dalla tossicodipendenza. Quando Holmes si accorse di non essere più in grado di finanziare i propri vizi, fu catapultato nel mondo del crimine e fu costretto a fare davvero di tutto per rimanere a galla. Proprio di questo periodo e di questi aspetti della vita di “Mister 30 centimentri” ci parla oggi il nostro grande MysteXX, recensendo il film “Wonderland”. Godetevi quindi questa nuova puntata de “Il Mystico Giudizio”!

Wonderland
by MysteXX

Mister 30 centimetri”: per questo è noto l’attore porno John Holmes. Ma non tutti sanno che dietro alla vasta produzione cinematografica (con circa 2'200 film hard all’attivo) di questo superdotato attore, si cela una sconvolgente serie di avvenimenti: dalla tossicodipendenza alla criminalità, fino agli omicidi di Wonderland. Insomma, mi rendo conto che può sembrare una battuta ma è così: parlare di John Holmes come dell’uomo da 30 centimetri è… riduttivo.

Il paese delle meraviglie a cui fa riferimento il titolo di questo film diretto nel 2003 da James Cox è una via di Los Angeles, la Wonderland Avenue. Lì, in un appartamento, orge e festini a base di stupefacenti erano all’ordine del giorno. John Holmes era un assiduo frequentatore di quella casa, abitata da una banda di malviventi. Nel 1981 furono rinvenuti i cadaveri di 4 persone. Erano state massacrate di botte. Fu provato il coinvolgimento dell’attore porno nella vicenda ma molti punti interrogativi rimasero aperti. John Holmes, ormai giunto al crepuscolo artistico, fu arrestato e poi prosciolto dall’accusa di omicidio. La sua omertà non permise di sciogliere i numerosi dubbi che ancora oggi circondano gli avvenimenti di Wonderland. Il film si basa dunque su fatti reali, costellati però da poche prove e molte ipotesi.

Insomma, ci sono tutti gli elementi del thriller mozzafiato: sesso, droga, soldi, bugie, sangue, lotte tra bande criminali e un giallo irrisolto che vede coinvolta la più celebre stella del porno di tutti i tempi. Elementi che il regista James Cox raccoglie al meglio all’interno di una pellicola molto ben confezionata nella trama e dall’interessante profilo estetico. Eccellente l’interpretazione del personaggio di John Holmes, affidata a Val Kilmer, che trasporta in modo impeccabile su pellicola la figura di un uomo profondamente turbato, perso, ingabbiato da una violenta dipendenza dalla cocaina; sostanza per la quale Holmes è pronto a fare di tutto.

Il Mystico Giudizio: un ottimo film che svela gli inquietanti retroscena della vita condotta da John Holmes quando era lontano dai set cinematografici. Un’altra grande prova recitativa di Val Kilmer.

MysteXX


Spero che abbiate apprezzato questa nuova edizione de “Il Mystico Giudizio”. Prima di passare ai saluti, ho una divertente segnalazione da farvi.

Diversi anni fa, la band “Elio e le storie tese” fece parlare l’Italia intera grazie ad una canzone dal titolo “John Holmes”. Credo addirittura che in molti abbiano scoperto la figura del “Re del porno” proprio grazie a questo intramontabile motivo.

Per tutti loro su YouTube è stata inserita una splendida versione dal vivo di “John Homes! Sul palco, insieme agli “Elio e le storie tese” noterete un ospite a sorpresa, un’altra icona porno: il grande Rocco Siffredi!

Vi saluto e vi do appuntamento a domani per un nuovo post!

Un abbraccio, GuruKonK.



Nell'immagine: Val Kilmer nella parte di John Holmes

mercoledì 5 marzo 2008

Cosa bolle in Rete? Ed. 9/08


Ma chi ha detto che il bello di Internet nell'era del Web 2.0 sarebbe poter mantenere i contatti con amici, poter discutere con altri naviganti, fare nuovi incontri e assistere ad eventi? In più di una persona, abituata a navigare nella virtualità, si è manifestata una evidente allergia al fenomeno di dover essere sempre e comunque connesso per non deludere gli “amici virtuali”. Non a caso, stanno prendendo piede sempre più siti di “antisocial networking”, ossia siti che, in chiave ironica ma non solo, si prendono gioco e demonizzano questa Rete virtuale all'insegna del “vogliamoci tutti bene e teniamoci in contatto”, un po’ come succede su Blog come questo. Non fraintendetemi, io vi adoro tutti, anche perché ho scelto io di aprire questo canale di comunicazione. Il problema può nascere, ad esempio, quando ci si iscrive ad un sito per goderne i contenuti e si viene contattati da altri utenti senza averlo chiesto.

Ed è così che si sono affermati siti che rivendicano il diritto di non dover condividere foto, video, pensieri e opinioni con altri internauti, di non dover fare comunità on-line, di non dover inserire e far inserire il proprio contatto in altri siti. Perché ci dovrebbe (giustamente) essere un confine, seppur labile e spesso invisibile, tra il “volere” essere connessi e il “dovere” essere connessi. Il movimento antisocial rivendica la possibilità, per chi non gradisse la socializzazione forzata, di chiamarsi fuori da questo meccanismo.

I link della settimana: antisocial networking

Isoliamoci!
Questo siti nasce da una necessità ben precisa. Infatti molte persone vogliono potersi iscrivere a siti come “YouTube” solo per guardare e commentare i video, senza necessariamente dover socializzare con gli altri utenti. Devo ammettere, ma parlo solo per esperienza personale (che sia chiaro) che non è per nulla semplice evitare di essere contattati da sconosciuti che ti propongono di diventare amici virtuali. Come in tutte le cose c’è a chi piace, ma c’è anche chi lo detesta!
Link per Isolatr

Il libro dell’odio
Hate Book” (in italiano: il libro dell’odio) si definisce una “antisocial utility” che propone un diverso modo di far parte del cosiddetto Web 2.0. Questo sito offre la possibilità di disconnettersi (quasi) automaticamente da tutti i siti e i servizi che si è scoperto di “odiare”. La procedura non mi è sembrata molto chiara, anche se mastico un po’ di inglese, ma vi invito comunque a visitare “Hate Book”, anche solo per curiosità.
Home Page di “Hate Book

Ma vattene a vivere!
Il rischio di ritrovarsi ad avere una vita privata solo ed esclusivamente in Rete, a discapito di una vita privata nella realtà di tutti i giorni, è strettamente legato al Web 2.0. Questo sito ha un messaggio molto chiaro: disconnettiti e vai a vivere! Infatti su questa pagina viene detto in modo esplicito che non c’è nulla da scaricare, non c’è nulla da caricare e non c’è nulla da cliccare! Non rimane che andarsene…
Pagina “inutile” per chi vuole socializzare


Grazie a tutti per l’attenzione. Come di consueto vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Con affetto, GuruKonK.



Nell'immagine il logo degli antisociali del web!



Grazie a S.Finozzi per la solita grande ispirazione.

martedì 4 marzo 2008

Welcome home


L'Italia è da molti punti di vista un paradiso; inutile che vi citi le innumerevoli meraviglie artistiche, architettoniche e naturalistiche che la rendono unica. Basta informarsi prima di partire, sembrerebbe, per non incorrere in qualche sgradita sorpresa. Chi, come Andrea, volesse investire in un agriturismo trova nel Belpaese l'habitat naturale. Deve però agire nell'illegalità per evitare denunce, perdita di capitali e, nei casi più gravi, addirittura il carcere. Deve costruire abusivamente, ottenere illegalmente fondi dalla Unione Europea, pagare in nero i fornitori, non denunciare l'immobile al catasto. E, all’avvio dell’attività, evadere tutto e aspettare il prossimo condono fiscale. Vivere in Italia dovrebbe essere un piacere, ma non certo il piacere dell’illegalità.

Oggi uso il Blog per dare spazio alla storia di Andrea, un italiano emigrato negli USA che decide di tornare alle “origini” per far conoscere il proprio Paese agli americani. Purtroppo, come avrete capito, non tutto è andato come sperava il nostro amico. Ecco l’esperienza di Andrea, testimoniata a Blogger Uniti.


Ritorno a casa
by Andrea da Palo Alto (USA)

“Sono nato e cresciuto a Bologna e da quasi 9 anni vivo in California. Mia moglie è americana, ai miei due figli, Alisa ed Alessandro, sto cercando di insegnare la lingua e la cultura italiana. Ogni anno veniamo in Italia a trascorrere le nostre vacanze estive sia per consentire ai miei genitori di vedere i loro unici nipoti, sia perché non voglio tagliare le mie radici dal Paese in cui sono nato e cresciuto. Il mio desiderio è di ritornare in Italia per iniziare un’attività che consenta ai nordamericani di vedere le meraviglie del nostro Paese.

Quattro anni fa, io e mia moglie, abbiamo acquistato una proprietà in Abruzzo nella quale realizzare una struttura turistico ricettiva tipo Agriturismo, Bed & Breakfast e/o Country House. Ho progettato la struttura che comprende un edificio rurale di civile abitazione e due edifici accessori. Il progetto è stato approvato lo scorso ottobre, ho espletato le pratiche burocratiche con il Comune e per la direzione dei lavori. Ho cercato di rivolgermi alla Regione, alla Provincia ed alla Comunità Montana per sapere se c’erano finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato che consentissero di completare l’opera in tempi accettabili.

Dopo poco meno di un anno dall’acquisto del podere sono iniziati i miei problemi con il sistema Italia. Sono stato denunciato da una agenzia immobiliare che aveva inserito nel proprio sito web, contro il volere delle proprietarie, le foto del terreno con rudere. Vista la distanza che ci separa ho proposto all’agente, tramite il mio avvocato, una transazione in forma riservata pari al 3% del prezzo pagato. L’agente immobiliare mi ha fatto causa sostenendo che il prezzo pagato non è quello del rogito e commenta che lui sa bene come vadano le cose in Italia! Dopo questa vicissitudine, che non e’ ancora stata risolta, decido di costruire la strada d’accesso al rudere, per consentire all’impresa di accederei anche con mezzi industriali. Faccio fare tre preventivi a tre diverse imprese della zona, e scelgo quella che mi fa il prezzo più conveniente. A lavori ultimati ricevo una fattura più del doppio del valore indicato nel computo metrico e nel preventivo. Mi rifiuto di pagare la somma richiesta e scatta il secondo contenzioso.

Le mie avventure legali non sono finite perchè per finanziare l’opera sono costretto a mettere in vendita un appartamento che ho a Bologna e che ricevetti in donazione da mio babbo nel 1993. Affido la vendita ad una agenzia immobiliare di Bologna la quale dopo circa 6 mesi trova un “serio” acquirente. A novembre vado in Italia per firmare la proposta di vendita e per fare la procura a mia mamma in modo che mi rappresenti in fase di compromesso e rogito. La trattativa va avanti fino a quando l’acquirente, a causa della donazione, non riesce ad ottenere il mutuo dalla banca. Mi propone, tramite il suo notaio, una revoca della donazione che io rifiuto per via degli ulteriori ed elevati costi e rischi che avrei dovuto sostenere. Dopo alcuni colloqui con l’agenzia immobiliare, chiedo di rispettare l’accordo firmato, ma l’acquirente rinuncia all’acquisto a causa dell’impossibilità di ottenere il finanziamento. Da persona corretta e onesta, chiedo all’agenzia di restituirgli i 10’000 euro lasciati come caparra e riesco a trovare un altro acquirente interessato.

Bene, questa settimana ho ricevuto una lettera da uno studio legale di Genova che mi intima di pagare al loro assistito la somma di 10’000 euro per il recesso causato dalla mia palese inadempienza contrattuale.

Alla notizia di quest’ultima denuncia, mia moglie, da seria e corretta anglosassone, mi intima di vendere tutto, di abbandonare i miei sogni e desideri, perché un Paese di disonesti opportunisti non merita la nostra presenza...

Ho recentemente letto che su 26 ispezioni, su altrettanti “agriturismi” parzialmente finanziati con denaro proveniente dalla Comunità Europea, solo 6 erano in funzione! Gli altri 20 erano diventate lussuose residenze di campagna ristrutturate con i soldi dei contribuenti. Il problema è sempre quello, un filo sottilissimo che separa la legalità dall’illegalità e la politica, che dovrebbe intervenire, a volte partecipa attivamente.

Spero che le cose possano cambiare; solo allora io, come tanti altri piccoli investitori potremmo contribuire allo sviluppo del Paese più bello del mondo portando le nostre esperienze e conoscenze di emigranti.

Distinti saluti e grazie a questo Blog per l’ospitalità.”

Andrea da Palo Alto, California (USA)


Grazie a tutti, a domani per un nuovo post.

GuruKonK

lunedì 3 marzo 2008

E se la Russia vacillasse?


Non c’è euforia nelle strade di Mosca all’indomani della vittoria di Medvedev. L’umore della gente oscilla tra l’indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso tracciato da Putin continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede al sistema del “doppio zar”, che storicamente è destabilizzante e foriero di sventure. Tra i due (Putin e Medvedev) solo uno rimarrà in sella. Lo dicono sia gli amici che i nemici del Cremlino. Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere più che altro un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli USA. Comunque, questo fatto, non li rende meno autorevoli. Sarebbe gravissimo se l’influenza internazionale di un Paese debba essere pari alla sua potenza militare, con inteso dagli USA. Il problema del deficit tecnologico, a mio modesto parere, è un altro: alcuni Paesi (India, Algeria, Norvegia) iniziano a rifiutare le commesse russe per la scarsa qualità e per l’inadeguatezza delle strutture industriali.

Da questa ottica, il punto più importante riguarda proprio l’economia. Il boss dell’energia elettrica russa, Anatolij Ciubais, ha avvertito che fra due anni il “surplus commerciale” garantito da petrolio e gas si esaurirà. A quel punto il Paese dovrà fare affidamento sulla cosiddetta “economia reale”, che in questo momento, però, manca quasi completamente. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura e infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, alcune banche sono sull’orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà certo a salvare la situazione. Come se non bastasse, l’inflazione continua a correre e la disoccupazione resta alta, molto alta.

Insomma, la prospettiva di una nuova e devastante crisi economica appare quanto mai concreta. E questa non è una buona notizia per nessuno. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista, Marco Fortis, il vero “Eldorado” per le aziende europee non è la Cina, ma la Russia, dove vengono esportati beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi diretti verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli USA come mercato di destinazione.

Dal punto di vista della mera cronaca politica devo però aggiungere che entrambi gli sconfitti (peraltro più che annunciati) della giornata di ieri, il comunista Gennady Ziuganov e il leader nazionalista Vladimir Zhirinovsky hanno presentato un reclamo ufficiale, denunciando brogli diffusi. In particolare Ziuganov sta per rendere pubblico un dossier probatorio (con più di 200 gravi irregolarità) con lo scopo di dimostrare che le elezioni di ieri sono state tutto fuorché corrette e democratiche.

Andreas Gorr, a capo dell'unica missione europea che ha monitorato il voto di domenica, ha dichiarato senza mezzi termini: “Non è stato per nulla un voto equo. Pensiamo che non vi sia stata una reale libertà di voto e che siano stati commessi gli stessi errori che gli osservatori internazionali avevano segnalato dopo le elezioni legislative del dicembre scorso. Purtroppo nessuna delle nostre preoccupazioni è stata presa in considerazione”.

E gli USA come hanno reagito a tutto ciò? George W. Bush (che gli amici chiamano “Einstein”, per l’intelligenza pronta e vivace) ha immediatamente dichiarato “di non vedere l’ora di lavorare fianco a fianco con il nuovo presidente russo”.

L’opposizione russa non sembra avere l’ottimismo di Bush. Infatti le manifestazioni di protesta organizzate oggi dal leader di “Altra Russia”, l’ex campione di scacchi Garry Kasparov, ha visto la partecipazione (sia a Mosca che a San Pietroburgo) di migliaia di cittadini indignati. Le autorità, che come d’abitudine non avevano autorizzato l’evento, hanno fatto intervenire un massiccio contingente di polizia. Al momento si registrano feriti e fermi.

Come vedete, la presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella, anzi. Proprio per questo bisogna prestare molta attenzione: la Russia (e la sua fragile economia delle materie prime) potrebbe di nuovo vacillare pesantemente. Se ciò accadesse, le conseguenze nefaste destabilizzerebbero in modo terrificante tutta l’economia europea.

L’occidente rimane con il fiato sospeso.

GuruKonK



Nell’immagine: Dmitry Medvedev e Vladimir Putin

domenica 2 marzo 2008

La guerra dei media


L’associazione “Blogger Uniti”, della quale faccio parte da circa due mesi, ha lanciato una campagna per difendere la libera informazione. Troppo spesso la rete (e vari blog) diventano vittime di un’infamia dilagante e vengono pure accusati dei delitti più spaventosi. Internet viene accusato di tutto e di più. Pedofilia? Colpa di Internet! Truffe? Colpa di Internet! Violenza giovanile? Colpa di Internet! Traffico di esseri umani? Colpa di Internet! Vi state chiedendo in tutto questo quale sia la colpa dei Blogger come il sottoscritto? Semplice, noi spingiamo la gente ad usare Internet più spesso del necessario, aprendo la strada agli utilizzi illeciti! Insomma, basta! E’ giunto il momento di smetterla di addossare al mezzo (la Rete) le responsabilità che competono a ben altri fattori e protagonisti.

Uno dei principali veicoli di questa ignobile campagna diffamatoria è il programma “Porta a Porta” di Bruno Vespa, e la cosa non deve assolutamente sorprendere! Quando qualcosa attira su di sé gli strali dei servi dei potenti, significa che fa paura. In Italia, come in altri Paesi, si è tentato di tutto per limitare la libertà di espressione, di parola e di informazione esercitata grazie alla Rete sia dai grandi Blog che dalle piccole realtà come la mia.

Da molti anni sono i giornali e le televisioni ha decidere cosa dobbiamo sapere, quando lo dobbiamo sapere e in che modo dobbiamo venire a conoscenza di fatti di grande rilevanza politica. Come abbiamo avuto modo di appurare (grazie a delle recenti intercettazioni) i direttori delle maggiori testate si telefonano più volte al giorno per uniformare l’informazione che deve arrivare all’opinione pubblica. Questo sporco apparato “consociativo” ha cristallizzato ed edulcorato il sistema dell’informazione per almeno 20 anni.

Purtroppo per loro, con l’esplosione del “fenomeno blog” le regole del gioco sono cambiate e la verità è diventata più difficile da nascondere e da mimetizzare.

Insomma, la guerra dei media è in atto da tempo. Informazione serva contro informazione libera. Stampa e televisione contro Internet. Le balle di Silvio “lo psiconano” sono in cima all’hit parade della Rete. Le frescacce di “Topo Gigio” Veltroni sono meno diffuse, forse un po’ ci si vergogna a diffonderle e questo è di certo sbagliato.

Su YouTube si possono vedere i “tromboni d’Italia”, e c’è chi dice che “sputtanarli” è davvero bello e rilassante. Loro fanno finta di nulla, ma intanto mandano avanti l’artiglieria pesante! La gente come Vespa scende in campo con uno scopo preciso: delegittimare il web!

Secondo loro Internet è il male del mondo: pedofilia, traffico di organi, truffe, antipolitica. Un luogo che fa orrore alla destra delle “teste d’asfalto” come ai post-comunisti. Un terzo dell’Italia non ha accesso l’ADSL ed è un fatto statistico oramai assodato che senza la Rete l’economia fatica a crescere. Ma il vero problema è che con la diffusione del web molti politicanti da strapazzo sarebbero finiti! E questo lo sanno bene...

A “Porta a Porta”, durante una puntata dedicata al delitto di Perugia, la dottoressa Graziottin (psicologa e sessuologa di chiara fama) ha detto che “Internet è l'anticamera della prostituzione giovanile e della violenza”. Vespa ha sorriso con fare accondiscendente.

Bruno Vespa è un danno per il Paese, per l’informazione libera e per l’economia. L’Italia dovrebbe “devespizzare” la Rai, proprio a partire da questo insetto molesto!

La proposta di molti Blogger è questa: non acquistate più i prodotti pubblicizzati all’interno di “Porta a Porta”. Io non vi invito a farlo, decidete voi se ne vale la pena.

Pubblico una parte di una lettera aperta a Bruno Vespa che è stata inviata a “Blogger Uniti” da alcuni membri dell’associazione. Diffondetela, se potete.


“Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente.

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

La Commissaria UE Viviane Reding ha più volte ricordato che il 50% della crescita del PIL europeo è legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle telecomunicazioni.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori delle telecomunicazioni (TLC) europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%. La distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema. Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.

Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.”

Lettera firmata, tra gli altri, da:

Luca De Biase, Juan Carlos De Martin, Michele Ficara, Alfonso Fuggetta, Enrico Gasperini, Enrico Grazzini, Marco Montemagno, Layla Pavone.


Tramite questo link potete accedere alla versione integrale di questa lettera aperta. Mi sta molto a cuore precisare che questo tema riguarda tutti, non solo i Blogger. In ballo c’è la libertà di espressione e la possibilità di ricevere delle importanti informazioni al di fuori dei mezzi tradizionali che, purtroppo, hanno dimostrato pesanti limiti di affidabilità e di imparzialità.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi do appuntamento a domani per un nuovo post.

Un abbraccio, GuruKonK.



Nell’immagine: Bruno Vespa.

sabato 1 marzo 2008

Ordinarie follie (ediz. 6.08)

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